María Antonieta Vásquez

María Antonieta Vásquez, nata a San José – Costa Rica nel 1974.
Inizia la sua formazione nel Conservatorio Castella (Costa Rica), con danza moderna e ballet.
Si trasferisce a San Francisco (CA) nel 1995, dove integra la sua preparazione con lo studio di discipline quali acrobatica statica “S.F Pickle Circus School”, salsa, danza africana,tango e flamenco (Domingo Ortega e Andrés Marìn) nel “San Francisco Dance Center”.
Per dedicarsi unicamente al flamenco, si stabilisce dal 2001 in Spagna, dove studia con alcune delle più grandi figure internazionali del ballo flamenco di oggi, come il maestro vanguardista Israel Galván e suo padre José Galván, la grande bailaora Eva Yerbabuena, la maestra Yolanda Heredia nella specializzazione della bata de cola, Alejandro Granados, Andrés Marín, Manuela Ríos, Juan Polvillo e l’ Academia di ballet flamenco Alicia Márquez.
Diplomata in Eloquenze attraverso il Linguaggio Flamenco seminario impartito dalla maestra Eva Garcìa Garrido (Eva Yerbabuena), Juan Ruega (architetto e regista), Vicente Palacios (scenografo), Florencio Ortiz (iluminatore), Manuel Gutierrez, Gabriel Portillo (disegnatori di vestuario), , Amelia Pérez (maestra disegno vestuario per bata de cola), Segundo Falcòn (musico e intérprete flamenco), Paco Jarana (musico y direttore musicale di Eva Yerbabuena ballet flamenco).
Un anno dopo il suo arrivo in Spagna inizia a lavorare come danzatrice, coreografa ed insegnate a Siviglia nell‘Accademia di ballo Flamenco Juan Polvillo.
Nel 2003 collabora come ospite d’onore con lo spettacolo “Latidos Flamencos” presso il Teatro Melico Salazar (Costa Rica).
Nel Marzo del 2004 partecipa nello spettacolo “Torero Alucinogéno” nel “Teatro Central” di Siviglia con la compagnia di Israel Galván.
Nel 2006 si presenta al Festival Internazionale di Chitarra presso il Teatro Nacional de Costa Rica con il gruppo flamenco jazz “Kantera” sotto la direzione musicale del chitarrista Manuel Montero e il prestigioso flautista traverso nei generi barocco e jazz, Tupac Araya. Collabora come flamenco-clown e acrobata con lo spettacolo “Freaks” sotto la regia di Giulia Pasini BS_Italia 2007-08 Teatro Botticino.
Il 3 giugno del 2009 si presenta in Miércoles a Compás nel “Centro de Arte Contemporànea de Sevilla” organizzato da Endanza Itinerante, acompagnata da David Hornillo e Paco Borrego al cante, Manuel Montero alla chitarra.
Nel luglio 2009 collabora como bailaora con la compagnia di Tango argentino “A Media Luz“ Al Castello di Zevio, Verona. Dal 2005 al 2013 lavora come direttrice artistica e maestra della Associazione Culturale Cammino Flamenco a Brescia, dove insegna ai principianti fino al livello di perfezionamento. Produce gli spettacoli della suddetta associazione “Camino Flamenco” nel 2010, accompagnata dal cantaor José Salguero de Huelva, nel 2011 “Flamenco in Scena” con la partecipazione del chitarrista sivigliano Juan Antonio Campallo ed il cantaor Javier F. Rivera. Attualmente lavora fra Málaga e l’Italia. 

Tutto è iniziato…
San Francisco California 1998

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Subito dopo aver ascoltato  il brano “Como el Agua” interpretato da Josè Monje “Camaròn”, nel ristorante dove lavoravo all’epoca.

Hai mai pensato di non farcela?
Si

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Isadora Duncan

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Dieci ore, poco in realtà.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Molto, tutte le scelte che ho fatto da quando ho capito che cosa era per me sono state non solo per flamenco ma per la danza in se. Adesso ho un figlio di 4 anni e le scelte cambiano un pò.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Non sarei mai venuta in Italia.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Vivere in Italia e i soldi

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Sono tante… trovo ispirazione dalla danza classica (genere che non c’entra con il flamenco) e dall’arte circense… Mi ispira molto la musica di Chopin, Mozart, Ella Fizgerald, Mahalia Jackson…

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Vanno insieme. La tecnica è un lavoro fisico, l’ espressività è un lavoro spirituale molto importante che non si deve trascurare  MAI.

Ti senti più artista o più insegnante?
Artista

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che la danza non è una successione di passi. E di arricchirsi con tutto ciò che è buono.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Al pubblico italiano vorrei dire che il flamenco è JONDURA e non soltanto volantes, peinetas, sarcillos y lunares.

Mi piace il contatto con il pubblico. Penso che l’ artista insieme al pubblico sono la formula di un spettacolo. L’ artista deve solo preoccuparsi di lavorare sodo per poi divertirsi sul palco e regalare a se stesso qualcosa di buono, magia.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Francamente non ho grandi rapporti con i colleghi per motivi geografici e di lavoro. Questo mi dispiace molto. L’unica persona con cui ogni tanto parlo è Marìa Josè Leòn y mis colegas en Sevilla.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Non posso rispondere a questa domanda. Non per cercare di essere misteriosa ma perchè penso che i progetti finchè non si materializzano se raccontati perdono magia.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si, recentemente sono stata una settimana con Eva Yerbabuena nel suo primo seminario di Eloquenze attraverso il linguaggio Flamenco. E’ stata un’ esperienza molto forte a livello personale.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Mi piacerebbe molto fare un corso di sub P.A.D.I.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Cantaores : Josè Valencia, Pepe de Pura y el increible Enrique Extremeno, che secondo me è il migliore pa’ baile. Guitarrista: Paco de Lucia, Canizares, Pepe Habicuela. Bailaores:  Carmen Amaya, La Chana de Barcelona. Manuela Carrasco, Israel Galvàn, Eva y Manolo Soler que en paz descanse.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Il mio cuore è sempre a Siviglia

Tradizione o modernità?
Io direi attualità, senza trascurare le radici.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
El Duende sta persino nel Gospel  e anche nel jazz. E’ un modo di dire de los flamencos.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Ho un carattere difficile. Devo fare sempre a modo mio. Poi però so anche ascoltare, sono generosa e affabile.

La prima letra che ti viene in mente…
A

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Purtroppo ai passi perchè non si riesce a provare molto con i musicisti per montare e lavorare le cose ‘en condiciones’, e quindi si prova il giorno stesso. Almeno io.

Le emozioni che provi mentre balli… a cosa pensi?
Non ve le posso dire…

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi?
Se riesco vado in camerino e ascolto qualche brano che possa stimolarmi ed ispirarmi.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Al cante Josè Valencia o Enrique el Extremeno y al toque Canito Suàrez

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Come ballerina non mi piace molto, ci deve essere una persona con la quale mi trovo in sintonia a livello concetto-musicale.

Come spettatore non sono una grande fan.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Questo lo deve dire un publico intenditore.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Come vi ho già detto. Ravel, Chopin, Mozart, Ella Fitzgerald, Peter Franton, Battisti, Gilberto Gil, Mahalia Jackson, The Doors, Mercedez Sosa…

L’ultimo libro che hai letto?
“Mi Vida”de Isadora Duncan.”Vivir Adrede” de Mario Benedetti.

La tua giornata ideale?
Mare insieme a i miei e tanti amici artisti che formano parte della mia famiglia.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
Tutta la giornata. Ma per motivi di organizzazione, durante il mattino.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Vi consiglierei di non farlo, e se proprio si vuole farlo di pensarci due volte, molto bene e chiedersi a che scopo. Una volta pressa la decisione, andare alla culla del flamenco.

Il tuo segreto inconfessabile…
jajaja

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
In realtà preferisco sposarmi con la musica, senza di lei non potrei mai respirare. Lei è la mia unica e migliore amante, che ho avuto e avrò.

Il flamenco in una parola
Intimo

Grazie Maria Antonieta! Per chi volesse saperne di più:

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