Chano Lobato

Juan Miguel Ramírez Sarabia, in arte “Chano Lobato” nasce a Cadice, nel popolare quartiere di Santa María, nell’anno 1927. In piena possessione di jondura integral, non aveva nessun antecedente familiare nel flamenco.  Ha però convissuto sin da piccolo con tutta la gitaneria gaditana. Dei suoi inizi diceva “Mi piaceva ballare da piccolo, facevo le mie vueltecitas. Mi ricordo che Ignacio Espeleta mi diceva che ero un razzo perchè ballavo in modo molto energico. Mi riferisco a quando avevo 5-6 anni“.
Nelle giornate di Carnevale forma una specie di compagnia che includeva la Perla, i fratelli Jineto, Curro la Gamba, Rosario la de Ojitos, María la Ñaña. Tutti insieme si vestivano e andavano qua e la ballando e cantando. Poi vennero le feste en las ventas, e Chano ebbe l’opportunità di ascoltare i grandi maestri del cante di Cadice dell’epoca, di cui Aurelio Sellés era il patriarca. Passó dal baile al cante, per accompagnare i bailaores – è stato uno fra i migliori della storia –  al cante come solista.
Questo cantaor, biondo e payo rimase orfano quand’era ancora bambino e dovette guadagnarsi la vita nelle taverne molto presto. Erede della picardía gaditana di Ezpeleta e Pericón de Cádiz, Chano Lobato fu grande interprete di storie, “Las cosas de Cádiz”, che erano aneddoti, ricordi, e sciocchezze inventate narrando storie come l’invenzione della siesta da parte dei Tartesi, la fame del dopoguerra, o le avventure che visse come cantaor di una grande compañía de baile che girò per il mondo per due decadi.

A Madrid entra a far parte del Ballet di Alejandro Vega, esperienza che lo coinvolge per vari anni e lo consacra come cantaor de baile.
In seguito, nel 1952, lavora nel “Pasaje de El Duque de Sevilla”, sempre cantando per vari bailaores. Nel 1953 vince il concorso por Alegrías de Cádiz. Poi lavora nei tablaos di Madrid “El Duende e “El Arco de Cuchilleros”, e viene assunto per la tournée a Parigi, Roma e Londra nella compagnia di Manuela Vargas.
Accompagnò per 20 anni circa il Bailarín Antonio, esibendosi in tutto il mondo accanto al chitarrista Manuel Morao, e al cantaor El Sernita.
Quando torna a Sevilla, viene chiamato a lavorare dalla bailaora Matilde Coral.
Nel 1974 Chano Lobato ottiene il premio “Enrique El Mellizo” al “Concurso Nacional de Córdoba”, premio che gli conferisce il riconoscimento ufficiale di tutto il mondo flamenco. Partecipa anche con grande successo alla “Cumbre Flamenca” di Madrid.
La “Tertulia flamenca El Gallo”, di Morón de La Frontera, a Sevilla, gli dedica una serata nel 1986, durante la quale gli dona una targa d’oro.  Nel 1986 vince il Premio “Compás del Cante”.
Ha ricevuto la “Medalla de Plata de Andalucía”, per una vita dedicata al Flamenco, e anche il “Premio Lucas López” della “Peña Flamenca El Taranto” di Almería.

È stato un grande cantaor, profondo conoscitore del cante. Generoso e simpatico, sapeva travolgere il pubblico. Ampio il suo repertorio. Lo si ricorda per la sua maestria cantando por Cantes de Cádiz: Alegrías, Cantiñas o Tanguillos, era però capace di interpretare come pochi Malagueñas, Soleares e Seguiriyas, cantes festeros, come Bulerías o Tangos, sempre con il gusto di Cádiz, e sempre come un autentico maestro del compás. 

E poi ancora FarrucaGarrotín, i cantes de ida y vuelta, ma soprattutto ribadiamo nei Cantes de Cádiz un maestro indiscutibile.

A tutta la gamma stilistica Chano Lobato ha dato la propria personalità, dedicandosi ogni notte al rito del cante con vera intensità animica, motivo per cui gli oles si succedevano nelle sue esibizioni, e il pubblico vibrava con la sua enduendada forma de decir la copla. Chano Lobato è un artista che emoziona col suo cante, ed è riuscito a trasmetterne l’essenza più pura. Nel 2003 il gionalista Juan José Téllez e Juan Manuel Marqués pubblicarono la sua biografia ‘Chano Lobato. Memorias de Cádiz’. Negli ultimi 10 anni ha partecipato a numerosi festival come solista ed anche a spettacoli come ‘Historias de arte’ con Matilde Coral e Juan Habichuela. Nel marzo de 2007 fu protagonista dello spettacolo al Teatro Maestranza di Sevilla ‘Yo soy del 27’. Fra le sue ultime esibizioni ricordiamo i Festival Flamenco por Tarantos 2007 a Madrid e il Festival Flamenco de Nîmes 2008. Timido e umile, trascorse molto tempo prima di passare da cantaor de atrás (per il baile) al lanciare la sua carriera solista  come cantaor de adelante. Quando si decise pubblicò due dischi “La nuez moscá” (1996) e “Azúcar cande” (2000). Chano Lobato muore a Sevilla il 5 aprile 2009, all’ età di 82 anni.

Per approfondire: Cantiña de Chano Lobato, De Palo en Palo

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