Tìo Borrico

…Sus cantes y su sempiterna imagen: sentado en una silla en la puerta de la barbería mientras saborea el cigarro de la eternidad.

( Manuel Naranjo Loreto )

 “El Borrico, hombre muy apegado a sus personales costumbres, hace una vida bohemia que apenas si le vale para subsistir. Se sienta al atardecer en un velador de la calle Larga, para después, cuando ya las estrellas se distinguen plenamente. Encaminarse hasta una venta de las afueras, por donde pueda llegar algún adinerado con ganas de juerga. Ni que decir tiene, que son muchas las noches en que apenas alcanza una copa de vino. Para volver luego, al rayar el día. Soñoliento y cabizbajo, sin cantar esas coplas trágicas, desgarradoras, únicas, que aprendió de sus antepasados. Pero si su cante llega, enjundioso, bronco como un potro y negro como una piconá. Hay que respirar hondo y tratar de explicarnos qué es la desazón que nos oprime el alma”

Manuel Rìos Ruiz 

Gregorio Manuel Fernandez Vargas, cantaor della più pura razza gitana del cante, e più conosciuto con il nome artistico di El Borrico, nacque a Jerez de la Frontera nell’anno 1910 e morì nella sua terra natale nel 1983. Figlio di El Tati e nipote di Juanichi El Manijero, cugino di Tìo Parrilla e con innumerevoli nipoti tutti cantaores, bailaores o guitarristas: Terremoto de Jerez, Juan e Ana Parrilla, Parrilla de Jerez, Sernita…

Del suo soprannome raccontava in un intervista del 1969 su “La Voz del Sur”: “Un giorno mentre cantavo, uno degli invitati mi disse Anda, hijo, que cantas más fuerte que un borrico! (forma affettuosa per dire asino)… e da allora tutti mi chiamano così”.
Iniziò ad esibirsi presso le fiestas e le riunioni familiari, che alternava con il suo lavoro nei campi, fino a quando decise di dedicarsi completamente al cante.

Realizzò qualche spettacolo in pubblico senza uscire dalla sua provincia con altri personaggi di Jerez: Paco Espinosa, El Batato, Luisa La Torrán e Lola Flores (all’inizio del suo percorso artistico). El Borrico fu sempre un cantaor di ventas y colmaos della sua città natale, con qualche sporadica uscita verso Siviglia, dove in alcune occasioni si trovò con Pepe Pinto e Pastora Pavón, esattamente nella Venta Casablanca, che il gitano jerezano ricordava così nella sua intervista del 1977 fatta da José Luis Ortiz Nuevo per “Tierras del sur”: “C’era una Venta che si chiamava Casablanca e incontrai Pepe Pinto e Pastora Pavòn,  ci mettemmo in disparte e io ovviamente in mezzo a grandi personaggi avevo poca voglia di esibirmi e mi alzavo di continuo per andare in bagno, pensavo ad una letras, a come si canta, insomma… ero un po’ nervoso per la presenza di queste persone. E fu proprio in bagno ascoltando la chitarra che mi venne in mente un cante di José el de Paula, un cante por siguiriyas e allora corsi fuori dal bagno e dissi al chitarrista Gutierrez di restare su quel tono, e adesso a 20 anni più o meno dall’evento non so come mi venne in mente questa letra di José el de Paula e il cante di Paco La Luz, corto, por siguiriyas, e lo feci alla perfezione. Non so come ho fatto!”

Non furono molte le registrazioni di El Borrico, che arrivò in età matura alla sua fama quando erano gli anni sessanta, ma quello che lasciò è comunque di grande qualità. In ogni caso si trovano registrazioni degli stili in cui il cantaor fu davvero grande: por bulerías, soleares, siguiriyas, tangos, bulerías por soleá e una insolita alegrías in cui brilla l’eco di un raro e oscuro genio.

Il nome di “El Borrico de Jerez” appare nella quattro prime edizioni della Caracolá de Lebrija e anche nella sesta. In quegli anni, i primi anni ’60, la direzione del “Grupo Flamenco La Debla” contrattò diversi artisti tra i quali Tío Gregorio “El Borrico” che stava lavorando a Jerez nella sala de fiestas “Los Cuatro Muleros”. Tío Gregorio “El Borrico”, Manolito Jero, El Juanata, El Guapo y El Mono, e altri artisti  jerezani furono invitati, in varie occasioni, alle fiestas che si organizzavano in quel periodo nelle bodegas di Lebrija.

Il cante di Tío Borrico appartiene ad una classe di cante che non può morire.

José Blas Vega che diresse la sua prima registrazione scrisse nella sua presentazione “In questi tempi in cui il flamenco subisce danni alla sua integrità artistica, in cui la controparte  inizia un movimento di rivalorizzazione artistica per salvaguardare lo spirito e l’umanità del flamenco, El Borrico de Jerez si eleva come un vero maestro che guarda alle reliquie della miglior epoca”.

Anche se di repertorio limitato, al contrario di suo cugino Sernita de Jerez, Tío Borrico dava replica perfetta dell’ immagine e del sonido del cantaor con  espressione rotonda e dalla voce brusca, apportando non tanto la formalità dello stile ma l’esposizione aperta e libera del cante nella sua assoluta essenza vitale; un cantaor che mantenne fresco e vivo il cante per apprendimento diretto con valori artistici e melodici degli stili di José de Paula, Paco la Luz, Frijones, fra gli altri. Palos che nel suo caso realizzò in piena libertà divulgando quello che aveva appreso dai suoi maestri.

Ricercando nella discografia antica, si trovano i  seguenti cantes di “El Borrico de Jerez”: martinetes, seguiriyas, tientos- tangos, soleares, bulerías por soleá, bulerías, fandangos y alegrías. Molti dei cantaores antiguos non avevano bisogno di un grande repertorio di cantes; generalmente non gli veniva infatti richiesto un determinato stile, nella speranza che l’artista facesse ascoltare quello che in quel momento desiderava interpretare, a seconda dell’ispirazione e della situazione.

Nel 1967 apparve per la prima volta in disco, aveva 57 anni. Juan de la Plata y Manuel Ríos Ruiz lo convinsero a intervenire con suo nipote Parrilla de Jerez alla guitarra, al Cursos Internacionales de Arte Flamenco de la Cátedra de Flamencología. In seguito partecipó alla Fiesta de la Bulería, vincendo la Copa Jerez.

La casa discográfica Hispavox pubblicò il suo cante, includendolo anche nel memorabile disco Canta Jerez per la serie Rito e Geografa del Cante. L’anno seguente registra un cante por soleá per l’Archivo del Cante. Nel 1971 partecipa a Fiesta en Lebrija, un disco pubblicato da Polydor in cui canta anche la sua paesana Tía Anica La Piriñaca, cantaora con la stessa forza espressiva. Qualche anno prima della sua morte registrò, nel 1980 per Hispavox, un LP accompagnato dalla chitarra di Paco Cepero.

Ascoltando Tio Borrico scopriamo che nel cante por tonás appaiono due differenti cantes di martinetes, carichi di forte patos che commuove l’aficionado che l’ascolta. In riferimento alle  seguiriyas, Tío Gregorio si lascia portare  dagli stili di Frijones, Curro Dulce, Manuel Molina, El Loco Mateo  e Paco la Luz, fino a Tío José de Paula, accentuando il sentimento puro della pena. Il suo eco, amalgamato agli ayes, sale dal profondo con impulso carico d’agonia che fa salire i brividi.

Passando ai tangos-tientos, c’è da dire che “El Borrico de Jerez” fu un cantaor largo nei tangos, perchè scandagliò una serie ampia di stili forgiati da El Mellizo, Chacón y Frijones. In quanto alle soleares, generalmente, il cantaor jerezano si serve dello stile introduttivo della soleá de Alcalá per iniziare la serie di cantes che interpreta. Anche qui ricorre a El Mellizo, La Serneta e Frijones per completare i suoi cantes; uno stile in cui si trova particolarmente ispiranto, proprio la solea che incarna alla perfezione.

Anche la bulería por soleá è realizzata con gusto da questo cantaor che ne interpreta i due stili tradizionali, piangendo e  identificandosi con l’argomentazione di determinate letras flamencas

“Fiesta en el Barrio Santiago” è condiviso con Terremoto, El Sernita, El Sordera, Diamante Negro e Romerito. Questo titolo è un riferimento obbligato per le nuove generazioni flamenche. Nel cante por bulerías, El Borrico combina abilmente gli stili tradizionali di Jerez de la Frontera con il Villancico, seguendo la corrente dei suoi grandi del passato.

Passando ai fandangos, Tío Gregorio sceglieva di cantare il fandango natural, perchè in lui suonava molto flamenco. Senza dubbio nell’unica registrazione posseduta di questo cante, i tre fandangos che interpreta sono dello stile del suo paesano José Cepero.

Infine nel cante por alegrías, combina due stili con una chiusura popolare. In questo cante Tío Gregorio si sforza al massimo senza perdere il filo di questa cantiñas gaditanas. Ascolandolo si intuisce che Tío Borrico si identifica pienamente con le tonalità basse del cante, un marchio di fabbrica jerezano. Quello che davvero soprende è come El Borrico lasci trasparire la tristezza vivida.

Nel repertorio i chitarristi Parrilla de Jerez, Pedro Peña e Paco Cepero, ognuno con la sua diversa impronta aiutano oltremodo Tío Gregorio, per non  rovinare il suo cante; Parrilla si reprime, fermando la vitalità della sua  guitarra jerezana, Pedro Peña venera la dignità del cantaor con precisa solennità e Paco Cepero mette la sua preziosa chitarra al servizio del vecchio cantaor jerezano.

Nel 1984 l’Ayuntamiento de Jerez pubblicò il libro Tío Gregorio-Borrico de Jerez, in cui José Luis Ortiz Nuevo riporta le testimonianze di questo singolare cantaor.

Alla sua morte fu fatto omaggio a Siviglia, e il 10 Marzo del 1984 Jerez gli dedica una strada.

Il giorno 22 Ottobre 2010, in occasione del centenario della nascita del Borrico, Jerez presenta al Teatro Villamarta lo spettacolo “Homenaje a Tio Borrico” in cui partecipano Capullo, El Torta, Luis El Zambo e Juana la del Pipa, fra gli altri per il ciclo Flamenco viene del Sur’
Il giorno seguente presso il Centro Andaluz del Flamenco l’omaggio prosegue con altri artisti, e verrà trasmesso nel programma radio “Los Caminos del cante”. Alle 2,00 del pomeriggio sarà presentato alla Peña Antonio Chacón, “Cien años de Tío Gregorio El Borrico”, un libro sulla storia redatto con i documenti del Centro Andaluz de Flamenco. A chiusura della giornata  si terrà una reunión de Cabales in nottura presso la Peña Los Cernícalos.
Oltre a questa giornata la Federación Provincial de Peñas Flamencas ha programmato 18 recitales in varie Peñas.

Discografia:

  • Canta Jerez Hispavox 1967 – Emi/Odeon 2000
  • Archivio del Cante Vergara 1968 – Medio Siglo de Cante flamenco BMG/Ariola 1988
  • Siempre Jerez Polydor 1971 – Orbis 1994
  • Magna Antologia del Cante Hispavox 1982 – 1992
  • Homenaje a Tio Gregorio, El Borrico de Jerez  Hispavox 1984

Fonti:

  • Diccionario Flamenco de José Blas Vega y Manuel Ríos Ruiz Cinterco 1985
  • Un testo di Ricardo Rodríguez Cosano.
  • El Arte de Vivir Flamenco.
  • Jerez Siempre

Biografias Jondas: Tio Borrico de Jerez
 

 

Avete avuto la fortuna di assistere ad un concerto/spettacolo di questo artista? Siete al corrente di qualche aneddoto sulla sua vita che non abbiamo riportato? Aiutaci ad arricchire la pagina con il tuo prezioso contributo, ti aspettiamo! Scrivici a  flamencotequiero@gmail.com. Grazie in anticipo!

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One thought on “Tìo Borrico

  1. Cool Tìo Borrico | Rubrica Flamenca Qué Mire
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