El Pinini

“La Fuente Vieja s’ha alborotao porque Pinini s’ha emborrachao”
Juguetillo

El Pinini de Utrera

Fernando Peña Soto, El Pinini, nacque a Lebrija (Siviglia) nel 1863 e fu il patriarca di una delle famiglie flamenche più grandi e più importanti degli ultimi duecento anni, quella de Los Pininis.

El Pinini è stato inventore di un suo personale stile di Cantiñas, la Cantiña de Pinini appunto, che poi è stato portato avanti dagli altri membri della sua grande famiglia.

Ebbe nove figli, la maggior parte dei quali dediti all’arte flamenca, sebbene nessuno lo fece professionalmente. Si può dire che essi vengono ricordati per il loro contributo al cante jondo, non tanto per il loro operato in prima persona, quanto per i figli che misero al mondo. I nipoti del Pinini furono prestigiosi artisti. Tra essi ricordiamo La Fernanda e La Bernarda de Utrera, Bastían Bacán, Tio Benito e Pepa de Utrera.

Lebrija e Utrera hanno sempre avuto un forte legame ed è risaputo che El Pinini visse in entrambe le città. Lebrija è considerata una dei centri principali del flamenco gitano e anche ai nostri giorni la leggenda di questo cantaor continua a vivere negli animi della sua popolazione gitana.

Dalle poche informazioni che rimangono del Pinini, possiamo dire che probabilmente era uno specialista di un solo cante flamenco, la Cantiña, benché si racconta che interpretava anche Bulerías e Saetas durante la Settimana Santa di Siviglia.
Di mestiere faceva il macellatore nei mattatoi di Cadice, e secondo i racconti dei gitani, aveva un talento innato che riusciva a sorprendere tutti, incluso Enrique el Mellizo che lo ascoltò cantare durante una festa a Cadice.

Sembra che la vita del Pinini ruotasse attorno alla sua famiglia, al cante e al vino. Esiste un popolare juguetillo, cantato anche ai nostri giorni specialmente a Lebrija, che testimonia il suo essere un ubriacone: “La Fuente Vieha s’ha alborotao porqué el Pinini s’ha emborachao”.

Una delle figlie del Pinini, Fernanda la Vieja,  partecipò ad un documentario televisivo del 1971 sulla sua famiglia, dove ricorda con affetto i vecchi tempi. Fernanda era ottantaquattrenne quando il film fu girato, e racconta che la sua casa era sempre piena di gente. Suo padre, che era solito tornare a casa ubriaco, si metteva a cantare e da li partiva la juerga. C’era poco da mangiare a casa sua, ma l’allegria non mancava mai.

 

Come di tanti altri artisti dell’epoca, anche del Pinini non esistono incisioni originali: il suo cante è stato tramandato dai suoi componenti della famiglia che continuano a cantare la  Cantiña de Pinini. Sfortunatamente la maggior parte dei suoi discendenti sono morti, ma ne rimangono alcuni, come Miguel el Funi o Inés Bacán, entrambi residenti a Lebrija ed entrambi interpreti del suo stile.

El Pinini morì intorno al 1930 anche se non ci sono informazioni attendibili circa la data precisa della sua dipartita. Quel che è certo è una parte di lui continua a vivere nel cante gitano della sua stirpe.

Per approfondire: Cantiña de El Pinini de Utrera, De palo en palo

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