Juan “El Canastero”

Juan Cortés Santiago nasce presso il Sacromonte di Granada il 12 dicembre 1931. Suo padre e i suoi fratelli cantavano tant’è che sin da piccolo ha l’opportunità di ascoltare il cante e di vivere l’ambiente della Zambra. Come egli stesso diceva: “Il Sacromonte era veramente un’autentica famiglia, senza discriminazioni di nessun tipo; tutti stavano bene gli uni con gli altri, payos e gitani“. Il padre di Juan era fabbro, ma una volta sposato prese la direzione del negozio di sua moglie e durante l’inverno lavoravano il vimini: da qui deriva il soprannome “El Canastero“.  Durante l’estate Juan aiutava suo padre che commerciava frutta.

Il cante del Canastero non assomigliava a nessun altro cantaor: aveva un sapore estremamente particolare e una forma molto personale di interpretare. Dominava molto bene i Tangos del Camino (Tangos de Granada), la Soleá e la Bulería. Cantó con tutti gli artisti che passarono per Granada. Esa solito ricordare ogni minuto trascorso con Juanillo el Gitano (al quale portava un grande rispetto e davanti al quale non si azzardava a cantare), con Pepe Albaicín, con Varea, con Gallina e Camarón fra gli altri. Gli piaceva ricordare una notte nella quale lavorava alla Zambra, e a fine lavoro proseguirono de fiesta e finirono per arrivare alla fonte dell’Avellano. Fra questi c’era Pilar López che ballò incredibilmente al suono di una chitarra e dello scorrere dell’acqua.
Juan era un gran lavoratore e affiancava diverse attività lavorative a quella di cantaor, esibendosi a Madrid, Cordoba e facendo un tour come solista in Germania. Non partecipò mai a concorsi perché diceva che non poteva “cantar en seco”. In una occasione, nella cueva di sua sorella María la Canastera, fecero una Zambra in onore di Anthony Quinn e Ingrid Bergman. L’attore prese un cappello di uno dei nipoti e si mise a ballare.

Juan el Canastero visse gli anni d’oro della Zambra nel Sacromonte de Granada, gli anni ’50 e ’60 del XX secolo. Negli anni ’70 arrivò il declino. La maggior parte delle Cuevas chiusero o divennero altro. Gli artisti flamenchi cominciarono ad andarsene, cercando altri posti. Juan el Canastero, rimase a Granada, però decise di guadagnarsi la vita da commerciante e di vivere il flamenco solo come afición. Senza dubbio, fu facile sentirlo durante riunioni intime o in qualche peña flamenca di Granada o provincia.

Fu socio della peña Flamenca La Platería e della Parra Flamenca de Huetor Vega.

Morì il 5 di Novembre 2001 e fin a poco prima che morisse lo si poteva senire cantare i Tangos del Cerro:

Que buena está por la mañana
la mantequilla y el pan
Desde que se fue mi Pepe
el jardin no se ha regao
la yerbabuena no crece
y el peregil se ha secao

Fonti:

  • José Guardia, “El flamenco en Granada a través de sus voces”
  • laplateria.org
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