La Cuenca

“En su fotografía se aprecia de pronto que es el prototipo de la majeza, el arte y la simpatía (…) Al compás de las diferentes suertes del toreo, hace con los pies verdaderas filigranas, llenas de ritmo y arte depurado.”
Fernando el de Triana

Trinidad Huertas Cuenca, bailaora e chitarrista, conosciuta con il nome artistico di “La Cuenca” o “Trinidad Cuenca”, nasce a Malaga l’8 maggio del 1857, al numero 12 di calle Jinetes e viene battezzata a la Merced due giorni dopo. Muore a Cuba a La Avana, nel 1890, a soli 33 anni.
Non esistono documenti multimediali attraverso i quali possiamo vederla, e tutto quello che sappiamo proviene dagli articoli della stampa dell’epoca.
Nel 1975 debutta ad Almeria, in Plaza Santo Domingo, per poi riscuotere grande successo per tutta la Spagna. Alla fine degli anni ’70, viene presentata al Café de la Independencia di Málaga, poi nel Gran Café del Teatro Principal di Almería il 5 ottobre del 1877, nel Teatro Eguilaz di Jerez nel 1879 e nel Teatro de la Bolsa di Madrid alla fine dello stesso anno. Proprio a Madrid fa parte niente di meno che della celebre compagnia di Silverio Franconetti e viene presentata al pubblico come Trinidad Cuenca “La Bonita”. Divide il palcoscenico con Francisca la Pastorcilla, La Niña del Malé, Luisilla la Gaditana, Pepa la Cordobesa, Antonio el Pintor, Antonio Pérez el Jerezano, Carito, José Lara e Antonio Pérez.
La Cuenca è la prima donna a ballare vestita da uomo, e la prima ad interpretare le Soleares così come vengono ballate oggi: zapateando.
Nel 1880 scavalca i Pirenei e parte alla conquista del pubblico francese. Lo fa nel Teatro Atheneum, per qualcuno il teatro più bello della capitale francese, con uno spettacolo che rende omaggio agli spagnoli e che successivamente viene preso come modello per la rappresentazione dei bailes spagnoli.
Il baile de hombre lo esegue meravigliosamente. In un articolo intitolato “Paris flamenco”, pubblicato nella rivista sivigliana “La Andalucía” il 27 marzo del 1887, Trinidad Cuenca viene presentata come principale bailaora dello spettacolo “La Feria de Sevilla” dove simula con molta ironia e grazia le vicissitudini di un eroico torero.
Nel 1880 e nel 1881 la incontriamo di nuovo nel Teatro Eguilaz de Jerez, dal 28 al 30 maggio del 1882 nel Teatro del Recreo di Córdoba. In questo anno fa molti spettacoli anche a Málaga interpretando, tra altri numeri, quello che è il “pezzo forte” del suo repertorio: El Torero (il 7 maggio nel Teatro Principal, il 21 maggio nel Teatro Cervantes, il 20 e 21 settembre nel Teatro de Variedades). Il 15 novembre del 1883 debutta nel Teatro Máiquez di Cartagena, dove replica per 15 giorni di fila. Nel 1885 ci sono notizie della sua presenza a La Unión, dove fa il “tutto esaurito” . Lo racconta così “La Antorcha de La Unión” il 23 aprile del 1885: “…tutti sanno che quando si esibì in questo teatro la celebre e eminente artista del baile flamenco Srta. Cuenca, i biglietti erano già stati venduti tutti qualche giorno prima dello spettacolo, nonostante fossero stati aumentati di prezzo. Anche le signorine più a modo applaudivano le mani fino a rompere i guanti e la osannavano gridando”.
Nel suo libro “Fifty Years in Theatrical Management” (New York: Broadway Publishing, 1912), l’impresario teatrale Michael Bennett Leavitt dedica alcune pagine alla Cuenca con la quale collabora a Città del Messico intorno agli anni 1888-1889.

Michael Bennett Leavitt

… Pensavo che se avessi conosciuto una donna torero avrei potuto presentare in Messico una attrazione veramente sensazionale. Il mio agente in Francia ricordava che una interprete di questo tipo aveva riscosso molto successo nel Nouveau Cirque de París ed era tornata a Siviglia dove probabilmente stava lavorando. In un circo. Immediatamente lo mandai alla ricerca di quella donna, che si chiamava Trinidad Cuenca, e che oltre alle sue straordinarie imprese da torero era anche una splendida bailaora di tangos e probabilmente la migliore chitarrista del mondo. Era anche una grande interprete delle canzoni popolari sivigliane. Ordinai al mio agente di contrattarla per qualsiasi cifra e dopo pochi giorni ricevetti la notizia che era riuscito a convincerla e che sarebbero arrivati a Parigi due giorni più tardi. Quando la mia torera e il mio agente arrivarono alla stazione e si fermarono di fronte al mio hotel, il Chatham, mi resi conto che nell’auto c’era anche uno spagnolo corpulento ed appariscente. Subito mi resi conto, oltre che tra i due c’era una relazione, che mi aspettavano seri problemi. Nonostante tutto ci accordammo sul fatto che lo spagnolo non sarebbe venuto in Messico, ma che era venuto fino a Parigi con la sua innamorata per essere sicuro che l’avremmo trattata bene. Firmai un contratto con la torera dove, tra altre cose, si specificava che lei avrebbe viaggiato da sola.
Pensando che fosse meglio che le mie due attrazioni non stessero per molto tempo insieme, decisi di far viaggiare Mme. D’Escozas (un’illusionista che avevo ugualmente contrattato per il Messico) via mare da Havre a Veracruz e di fare arrivare Cuenca a New York, così che potessi tenerla sott’occhio fino al suo trasferimento in Messico via El Paso.
All’ultimo momento, come immaginavo, apparse il ragazzone spagnolo e la sua innamorata si rifiutò di fare il viaggio senza di lui. Morale della favola partì anche lui, insieme occuparono una cabina di 2classe. Quando arrivai a New York ricevetti un telegramma del mio rappresentante a Veracruz, che mi diceva che Mme. D’Escozas era arrivata accompagnata da M. Fleuron (il suo amante). “Già abbiamo” mi dissi  “una situazione parecchio imbarazzante”.
Fleuron aveva lasciato il suo lavoro al Folies Bergere e aveva abbandonato sua moglie e quatto figli. A parte tutto, le mie attrazioni debuttarono a Città del Messico, Mme. D’Escozas nel Teatro Principal e Cuenca nella plaza de toros. Entrambe suscitarono grandi emozioni nel pubblico, specialmente la torera.
Mazzantini, il famoso torero, era a quei tempi in Messico e tutto il paese era impazzito per la sua incredibile bravura, cosa questa che aumentava ancor di più l’interesse per questa donna che si esibiva in plaza de toros. Un giornalista affermò con entusiasmo che c’erano state due conquiste del Messico, una fatta da Cortés, e la seconda da Cuenca. Tutti brindavano alla sua salute, la festeggiavano e la trattavano come un’autentica regina, cosa che non fece piacere all’illusionista che si sentiva messa da parte.
Un pomeriggio, nel café San Carlos, Mme. D’Escozas stava al centro di un gruppo seduto ad un tavolo mentre Cuenca era ad un altro tavolo circondata da ammiratori. Cominciarono a scambiarsi complimenti di dubbio gusto da un tavolo all’altro, finchè la scena raggiunse il suo climax quando l’accompagnatore spagnolo della mia torera si alzò con una bottiglia di champagne in mano con la quale colpì la testa di M. Fleuron.
Seguì un tafferuglio che fu soffocato con difficoltà da alcuni gendarmi che arrestarono lo spagnolo. Le autorità lo espulsero immediatamente dal Messico e per un momento pensai che i miei problemi fossero finiti. Poi scoprii che Fleuron e Mme. D’Escozas avevano presentato una denuncia contro di me perché erano stati attaccati da un membro della compagnia di cui io ero impresario.
(…)
Cuenca annullò il contratto che aveva stipulato con me in Messico, consolando il suo cuore ferito, come si è soliti fare in questi casi, e si trasferì in America Centrale. Le ultime notizie su di lei che mi arrivarono furono che stava a La Habana senza un soldo e gravemente malata con febbre alta. Mi pregò di portarla a New York e di darle la possibilità di dimostrarmi quanto si era pentita di avermi trattato così in Messico e, allo stesso tempo, di guadagnare sufficiente denaro per resituirmi la considerevole cifra che mi doveva.
Le inviai il denaro sufficiente per pagare i suoi debiti a La Habana e di fare il viaggio fino a New York, dove si presentò come una donna pentita e profondamente cambiata, però senza la grinta e la freschezza che caratterizzavano il suo baile. La contrattai per l’estate con Edward E. Rice nel Manhattan Beach, come cantante e ballerina, con la parodia della corrida, e successivamente mi spostai in Europa. Seppi che si esibì per una o due settimane, per poi abbandonare tutto e ritornare di nuovo a La Habana con un tipo che la era andata a cercare. Li si ammalò di nuovo e morì”.

La stampa cubana, da parte sua, ci ha lasciato testimonianza del suo primo viaggio a Cuba. Il “Diario de la Marina de La Habana”, il 16 dicembre del 1887, annuncia così il suo debutto al Teatro Cervantes:
“Debutta Trinidad Huertas “Cuenca”, la toreadora spagnola che ha ballato nei principali teatri di Spagna, Francia, Stati Uniti e Messico; celebre bailaora di flamenco, e eccellente chitarrista, debutterà il prossimo lunedi nel Teatro Cervantes.
La Cuenca è una donna aggraziata, con una fisionomia dinamica e occhi incredibilmente espressivi, di piccola statura, con un corpo agile e flessibile. Porta con molto stile l’abito da uomo, e le sue posture sono di raffinata estetica. La sua danza si contraddistingue per la sua originalità e per la grazia con cui la esegue, e mentre sta sul palcoscenico il pubblico è soggiogato e segue con ammirazione le ondulazioni del suo corpo e il movimento dei suoi piccoli piedi. Ci sono persone che sono naturalmente predisposte all’arte, e una di queste è la bella malagueña Cuenca. Ha l’arte dentro di sé…”.

Fonti web:

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