María La Perrata

María Fernández Granados, cantaora gitana, meglio conosciuta nel mondo del cante flamenco con il nome artistico “La Perrata“, nacque ad Utrera nel 1922.
Appartenente al clan dei Pinini, la sua era una famiglia fortemente legata al flamenco: figlia di cantaores, sorella del Perrate de Utrera, madre del Lebrijano e del chitarrista Pedro Peña, cugina di Fernanda e Bernarda de Utrera, zia di altri artisti del calibro di el Turronero, Gaspar de Utrera, Pedro Bacán, nonna di Dorantes… si può immaginare che aria si respirasse tra le mura di casa sua, dove si riuniva l’intera tradizione flamenca di  Utrera e Lebrija. In questo video compare a fianco di suo fratello, i suoi figli ed altri componenti della sua flamenchissima famiglia:

Conobbe suo marito Bernardo Peña all’età di 13 anni e una volta sposata, ancora adolescente, da Utrera si trasferì a Lebrija, dove trascorse tutto il resto della sua vita.
Pur non dedicandosi professionalmente al cante se non durante gli ultimi anni della sua vita (per volere di suo marito che era contrario che la moglie intraprendesse una carriera artistica), María la Perrata si esibì in numerose riunioni familiari. Partecipò anche ad alcuni festivals come La Caracola in Lebrija e El Potaje in Utrera. Dopo la morte del marito registrò anche alcuni dischi come “María La Perrata”, nella collana Grandes Cantaores del Flamenco, e partecipando insieme ai suoi figli in alcuni volumi di Rito y Geografía del Cante.
María la Perrata seppe interpretare fedelmente alcuni dei canti tradizionali appresi da sua madre. Fu un’interprete eccezionale dei Cantes de Lebrija, e le sue specialità erano le nanas e le Caravanas, che pur non appartenendo alla sfera del cante jondo  ne riassumevano tutta la profondità e tutta la carica emotiva.

A Utrera si diceva che suo fratello, il grande Perrate, era solito sostenere che sua sorella cantava molto meglio di lui.
In effetti la casa di María e Bernardo, a Lebrija, era frequentata da veri e propri maestri del flamenco, come Antonio Mairena, che vi si recavano per poter apprezzare il cante della giovane gitana, così jondo, puro, genuino.
La Perrata non possedeva una grande estensione vocale, ma la sua era una voce agile, dal timbro quasi “doloroso”, tipico del cante femminile dell’area utrero-lebrijana.
E di fatto era una grande interprete degli stili della zona, come soleares, fandangos por soleá e bulerías.
Un caratteristico senso del ritmo il suo, ritardato, reticente e sentimentale. Il cante della Perrata era un fiume sotterraneo e primitivo, fiera manifestazione del popolo gitano.  Una voce roca, graffiante, dai toni scuri e dalle sonorità ancestrali.

Morì il 5 di febbraio del 2005 nella sua casa di Lebrija, a 85 anni, dopo una lunga malattia. Nell’ultimo anno della sua vita era così malata che a stento poteva parlare, ma suo figlio el Lebrijano racconta che nonostante ciò lei gli continuava a cantare. Solo lui riusciva ad intendere quello che diceva.
Al suo funerale parteciparono numerosissimi esponenti del panorama flamenco e successivamente le furono dedicati numerosi tributi, come quello della peña El Rincón del Cante de Córdoba e la peña El Taranto de Almería.

Utrera la vio nace
a la gitana más guapa,
una de sus flamencas
llamada María la Perrata,
que dios la tenga en gloria
entre todos los grandes,
a la gitana más pura
que mejor decía el cante,
todas las campanas
están replicando a gloria,
porque saben que en el cielo
esta la más grande de las gitanas
del cante como  emperaora,
que a nacido en el mundo
y en toda España entera.

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