Niño Miguel

titolo_recuerdos

La guitarra llora y suena
en las manos del Niño Miguel,
porque el toque son lamentos
de cómo la toca de bien,
transmitiendo su sonido
al publico que pone de pie,
esa melodía tan grande
que nos deleita el maestro
el gran guitarrista Niño Miguel.

Miguel Vega de la Cruz in arte Niño Miguel, era nato a  Huelva nel 1952, ed era figlio del chitarrista almeriense Miguel Fernandez “El Tomate“, ed era da lui che aveva imparato a suonare, totalmente sprovvisto di tecnica accademica, stradaiolo nella forma più nobile della parola e in forma autonoma. Sin dalla sua infanzia accompagnò grandi nomi del cante, ed è nel 1970 che il suo modo di suonare colpisce il mondo del flamenco.
nino-miguelLe sue qualità danno rapidamente frutti e nel 1973 vince il primo premio in uno dei concorsi più emblematici per il mondo della chitarra flamenca, il Concurso Nacional de Guitarra Flamenca organizzato dalla peña jerezanaLos Cernicalos”.
Il suo nome inizia ad essere conosciuto e acclamato nel mondo del flamenco come chitarrista gitano capace di accompagnare por Bulería il grande Paco de Lucia. È nel 1975 che appare il suo primo disco per la Universal “La guitarra del Niño Miguel“, al quale seguirà nel 1976 con Philips “Diferente” riedito nel 1999 con il titolo di “Grabaciones históricas. El flamenco es universal. Niño Miguel’’, disco attualmente fuori catalogo. Nel 2010 esce la pubblicazione El flamenco es… Nino Miguel che raccoglie brani del primo e secondo lp, attualmente in vendita su store on line o anche su i-tunes. Fece anche parte di uno speciale del programma Raíces. Nel 1982 accompagnò Enrique Morente nel disco “Sacromonte”.

In piena adolescenza sembrava destinato ad un florido futuro come chitarrista, ma pare che avesse problemi di25673143 instabilità psichica e schizofrenia che gli causarono un comportamento altalenante e che conseguentemente influì negativamente nel suo percorso artistico. 

La fama del Niño Miguel si consolida con quelle due sole registrazioni e benché in molte sue biografie la sua ultima esibizione risulti essere stata quella della III Bienal de Sevilla nel 1984, a causa di problemi legati alla droga che lo indussero a ritirarsi dalla scena, non smise mai di creare, suonare  e regalare l’arte e la magia che possedeva. Semplicemente cambiò il palcoscenico, per quello più intimo della strada e delle riunioni quotidiane in mezzo al suo popolo. Qualcuno scrive che fu semplicemente e lungamente dimenticato come chitarrista e come persona al punto che lo si è visto vagare per le strade di Huelva (esiste un video in you tube, che non ci è sembrato carino inserire in questo recuerdos poiché non siamo qui a fare “sensazionalismo” ma semplicemente a ricordare un grande chiarrista), visibilmente stanco suonando una chitarra con tre corde e che per questo venisse chiamato el Niño las tres cuerdas…e qui qualcuno sostiene non si rendesse conto di averne tre, qualcuno sostiene che benché fossero tre a lui fossero sufficienti 😉 Inutile negare che in quanto aficionados del flamenco ci piace di più pensare alla seconda affermazione e avendolo ascoltato in un estratto del documentario “las sombras de las cuerdas”, ci sembra che le tre corde mancanti siano realmente superflue. 

sombra_portadaok1Nel 2005 suona nella Sala Joaquín Turina, per il ciclo ‘Jueves Flamencos’ di Sevilla, e nei locali di Huelva fino a qualche giorno fa. Nel 2007 fu presentato un documentario sul flamenco a Huelva, con titolo “Huelva Flamenca” fatto da Benoît Bodlet e Chechu G.Berlanga dove El Niño Miguel appare suonando “El Emigrante” y una Alegría. Nel Festival de Cine Iberoamericano de Huelva nel 2009 fu presentato “La sombra de las cuerdas” che omaggia il Niño Miguel con repertorio e intervista a Paco de Lucía, Tomatito, Rafael Riqueni, Juan Y Pepe Habichuela, Juan Carlos Romero, Enrique Morente, Arcángel, Niño Josele, Antonio Mesa e la famiglia di Miguel, diretto da Annabelle Ameline, Benoît Bodlet y Chechu G.Berlanga.“Il documentario è una produzione fatta da tre persone e un furgone in giro per tutta la Spagna, cercando e suonando ad ogni porta per riuscire a raccogliere informazioni e opinioni degli artisti del mondo flamenco sul Niño Miguel”, dice Chechu García Berlanga…:“Abbiamo realizzato il documentario con due obbiettivi: il primo era denunciare pubblicamente la situazione nella quale si trovava Miguel e il secondo era tentare di aiutarlo in qualche modo, rivendicando la sua musica, il fatto che forse diversa dal resto dei chitarristi, con una propria personalità e un proprio marchio distintivo”.

Nel 2011 fu organizzato un tributo nel quale il Niño Miguel è accompagnato da José Mercé, Estrella Morente, Pepe de Lucía y Carmen Linares. Suonò anche nei Jueves de Cajasol, dove tenne un concerto con Diego de Morón e Agujetas nel 2008. Nel 2011 fu omaggiato nella sua città da un concerto organizzato dal cantaor Arcángel. Nell’estate del 2012 ha ricevuto un ultimo riconoscimento dal festival «Flamenco de la Frontera» di Morón, dove interpretó vari toques dimostrando che le sue facoltà erano ancora intatte. Ha inoltre suonato alla Bienal de Sevilla sempre nel 2012. 

Miguel Vega Cruz “el Niño Miguel”, è morto lo scorso giovedì presso l’ospedale di Juan Ramón Jiménez a Huelva, dove era ricoverato da più di un mese. Alla grandezza delle sue composizioni hanno reso omaggio guitarristas come suo nipote Tomatito e Rafael Riqueni. Alcuni brani imperdibili sono il Fandango ‘Brisas de Huelva’ o il vals ‘Lamento’, trascritta col titolo ‘Guitarra gitana. El Niño Miguel’.

Il presidente della Peña Flamenca de Huelva, Eduardo Garrocho ha detto : “Un mito, ed è sempre stato molto rispettato. Di fatto la maggior parte dei chitarristi ha sempre avuto una splendida opinione di lui ed erano concordi nel dire che avrebbe tranquillamente potuto essere uno dei primi tre chitarristi di Spagna”

“Siamo sconvolti, è una grande perdita, un vero dolore” ha dettoVicente Redondo El Pecas, ed il chitarrista Juan Carlos Romero: “Ha avuto una vita veramente disgraziata. Lui aveva più possibilità di gloria di chiunque!”

Anche Pedro Rodríguez ha detto : “un genio della guitarra e un anima libera nella vita”. Era “uno dei grandi tocaores del flamenco…una stella fugace sulla scena”

Salutiamo el Niño Miguel, lasciandovi alla sua musica:

El Niño Miguel documentario 1 
El Niño Miguel documentario 2 
El Niño Miguel documentario 3 
El Niño Miguel documentario 4 

El Niño Miguel documentario 5

  • Writer: Katia Di Leo
  • Editor: Katia Di Leo, Claudia Badalini

Fonti web:

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