Rafael Pareja

titolo_recuerdos

“Inmediato,
en aquel pocito inmediato
donde bebían ya las palomas
…me paro
y me paro y me distraigo un rato
en ver la agüita que toman”

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Rafael Pareja a 25 anni

Rafael Pareja Majarón nasce a Siviglia il 27 febbraio del lontano 1877 in calle Pelay Correa, nº 17, nel pieno centro di Triana. Cantaor, letrista e maestro del cante, compagno e amico fedele di Chacón, conoscitore dei più nascosti angoli del flamenco.

Sua madre era Inés Majarón Majarón e suo padre, José Pareja Gil, grande aficionado, che se lo portava in giro per i  Cafés cantantes di Siviglia. Bambino intelligente e vivace, da subito evidenza una grande passione e inclinazione al flamenco. È proprio nei cafés cantantes che Rafael scopre la sua vocazione e le sue capacità e conosce Pepe “el Petaca”, che per molto tempo riconoscerà essere il suo maestro e Silverio Franconetti che ascolterà più volte cantare.

Cominciò a cantare al Campo de Gibraltar, al Café cantante di Pepe Postigo, ad Algeciras, dove avviene il suo debutto. Ma da giovanissimo si trasferì  a Cadice e da lì a Ceuta, poi di nuovo a Siviglia, dove restò a vivere per alcuni anni. All’inizio del nuovo secolo si trasferì a Madrid, dove cantava durante “reuniones intimas” in locali come Los Gabrieles e Villa Rosa. Poi tornò a Siviglia e precisamente nel Café del Burrero, dove si consacra come un buon cantaor comparendo negli spettacoli con i più grandi artisti del tempo come Manuel Torre, Chacón, Diego Antuñez, Juan el de Alonso

Fu amico di un altro grande “el Ollero“, di nome Ramón Varga che ammirava “esa soleá p`arriba”. Rafael era inoltre amico di tanti artisti e aveva una memoria prodigiosa ricordando i cantes dei molti cantaores che avevano “el pellizco” e che erano di Triana come lui… Manuel Cagancho, La Cuenda, la Gómez, Juan Pelao, Manuel Maera… tutti rappresentanti del suo barrio che lo facevano sentire orgoglioso delle sue umili origini. 

Conobbe e convisse con grandi nomi del flamenco come Juan Breva, El Canario, La Trini, Fosforito I, Ramón deDSC_0091 Triana, Niña de los Peines, Tomás Pavón, Niño de Cabra, Javier Molina, la Macarrona, Centeno, Marchena, Escacena, Juanito Mojama, Niño MedinaEra un cantaor molto particolare, spesso cantava insieme ad altri artisti e rinunciava alla ricompensa economica. D’altra parte godeva di una buona posizione economica, e più che cantare esclusivamente quello che voleva, aveva il desiderio di ascoltare altri cantaores. Le riunioni a cui partecipava venivano dunque accuratamente selezionate.

È giusto dire che la conoscenza e l’intelligenza che Pareja aveva verso il Flamenco superarono di gran lunga le sue capacità canore. Sembra che ebbe inoltre un problema che rese la sua voce non piacevole all’ascolto: “Pareja sapeva cantare molto bene, conosceva un sacco di cose, aveva una voce non piacevole, però sapeva contrastarla con l’intelligenza che metteva nel cantare” diceva Pepe de la Matrona; “Pareja era un buon cantaor con una voce brutta, stonato, ma ottimo cantaor perché conosceva tutti i cantes” diceva Aurelio de Cádiz.  Questa sua grande qualità gli portò invidie e mal dicerie sul suo conto.  Qui cercheremo di valorizzare lo studio della chiave artistica e stilistica di Pareja e il suo immenso contributo al flamenco. Soprattutto nei Tangos, al punto che Salvador Carrasco lo chiamò “Señó de los Tangos“.

DSC_0086Il suo repertorio era molto vasto. Ricreò stili personali come il suo Fandango, del quale principale discepolo e promotore fu José Perez de Guzman e che servì da base per numerose ricreazioni successive. Egli stesso diceva che dopo Juan Breva, “l’unico ad aver cantato un Fandangos machos sono stato io” sostenendo di essere stato il primo negli anni 50 a portare i Fandangos nei tablaos influenzando numerosi artisti come El Gloria, Marchena, El Pena hijo, Juan Varea ed i Tientos, che furono fonte di ispirazione per Jacinto Almadén e Porrina. Una delle sue letras più famose era “En aquel pocito inmediato…”.

Rafael insegnò a cantare a molta gente, e nonostante la sua eccezionale maestria, non incise nessun disco. Se come cantaor fu completo e rispettato, come aficionado lo fu ancora di più. Marchena aveva una grande stima di lui. Rafael Pareja, a detta di quelli che ebbero la fortuna di sentirlo cantare a La Lìnea, aveva un cante molto allungato, incluso nella Soleá e nei Tientos, alcuni dei quali riprese da Antonio Chacón, dove era solito raddoppiare i tercios.

Rafael Pareja fu sempre una persona molto seria e lontana dai “vizi” che caratterizzavano il mondo flamenco. ProprioDSC_0090 grazie a lui il Fandango, al principio del 1910, acquista sempre più popolarità. Era un vero e proprio esperto tra gli aficionados: molti lo consultavano e lo chiamavano per discutere di flamenco o per presiedere alla giuria in qualche concorso di cante. Tutt’oggi a La Linea, dove si trasferì negli anni 40 con la moglie e la figlia Milagros Pareja, si ricordano i suoi interventi di protesta ai concorsi, mentre brandisce collerico il suo inseparabile bastone, seduto nella prima fila del teatro quando un qualsiasi cantaor o cantaora in cartellone non eseguiva in maniera perfetta i cantes, non sviluppandoli nella maniera ortodossa. Prendeva parte ad interventi radio e ad interviste giornalistiche. Poiché all’epoca non esistevano importanti biografie sugli artisti del flamenco, Pareja avrebbe voluto pubblicare un suo libro che non vide mai la luce. 

Si dedicó alla composizione di letras. Totalmente ritirato da quella che fu “l’arte e l’illusione di tutta la sua vita”, il flamenco, si trasferisce a La Linea . Alla fine degli ani ’50 la peña Juan Breva organizzò un concorso nel Cine Andalusia di Siviglia al quale parteciparono Diego Pijin, Canalejas de Puerto Real, Pepe de la Isla e altri ancora. In giuria c’era lo stesso Pareja, che consacrò vincitore Pepe de la Isla. Pareja era stato invitato a partecipare da Antonio el Chaqueta, che aveva una grande stima di lui.

Era unn vecchio cantaor di stirpe, che all’inizio degli anni 50 passeggiava con la sua figura inquieta e piccola  per le strade di La Linea ed era l’esempio vivo della memoria flamenca. Morì a 88 anni a Gibraltar, il 12 giugno del 1965, in casa di sua figlia Milagros che fu una brava bailaora. Una cartellina marrone conserverà i ricordi flamencos di Rafael Pareja per almeno 40 anni fino al giorno in cui Juan Rondon Rodriguez, scriverà con questo materiale il libro Recuerdos y confesiones del cantaor Rafael Pareja.

DSC_0084Qui egli scrive: “Quando avevo 11 anni il mio padrino Rafael Paulina volle farsi carico della mia istruzione perché una volta pronto prendessi il suo posto nel mondo del lavoro. Ma il destino scelse diversamente poiché mia madre mi mandò nella Sierra Morena da una cugina proprietaria di terreni agricoli e questa mi mandò a guardare i maiali. Quando andavo a parare il bestiame, senza sapere perché, cantavo. Non dovevo farlo molto male poiché le persone che mi ascoltavano mi suggerirono di andare a Guillena. Così il 20 gennaio lasciai soli i miei porci e mi incamminai. Quando arrivai alla ribera de Huelva, siccome l’acqua era molto alta mi sentii chiamare da un signore il cui nome era Manuel el Zambo che mi montò sul suo cavallo per guadare il fiume scortandomi sulla riva opposta. A Guillena ebbi la fortuna d’incontrare subito un signore che si chiamava Antonio El Manco e che ascoltandomi cantare mi portò da Antonio López Plata. Lì ebbe luogo la mia prima esibizione pubblica, retribuita con 50 reales. Erano i primi soldi che guadagnavo con la mia arte. Da qui andai a Villalba del Alcor dove viveva un mio zio che mi mise a guardare le pecore. Mi chiesi se il mio destino non fose proprio quello… guardare le bestie 😉 Per dei mesi feci il mio lavoro, poi una sera andai ad ascoltare cantare Martinillo e Chato de Jerez e fu in quell’occasione che cantai anche io, iniziando a far parte di questo ambiente. Il giorno seguente al mio debutto un panettiere ambulante mi contratto perché cantassi la sua mercanzia, Pregonando. Per un po’ feci questo lavoro, e nello stesso tempo cantavo quando e dove potevo. Poi tornai alla mia casa natia, a Triana. Mi fu suggerito di andare al campo di Gibraltar poichè in quel periodo nella Baja Andalucia era scenario molto adeguato per il flamenco dove si guadagnavano molti soldi nelle classiche juergas. Così feci, e fu li che conobbi il mio grande unico maestro Pepe el Petaca. Mi insegnò la Jabera, La Rondeña, La Serrana completa e altri canti di minore importanza“. Poiché il Petaca si ritirò prematuramente dalle scene artistiche questi è praticamente sconosciuto ai più. Abbiamo saputo dalla cantaora Encarnación Marina la Sallago che lo sentì cantare molte volte. El Petaca era nativo di Sanlúcar, nel barrio de los marineros. Ella non lo conobbe, ma seppe della sua esistenza da sua madre.

Eugenio Cobo: “A Siviglia durante la Semana Santa, il cantaor linense Rafael Pareja sente cantare a Pepe deDSC_0088 Marchena alcune Saetas marcheneras. I due diverranno amici. Una delle cose che Rafael insegna al suo amico Pepe è la sua creazione del Fandango, basata su aires huelvanos. Pochi anni più tardi Pepe lo divulgherà in tutta la Spagna registrandolo come Fandangos de Rafael Pareja. Rafael El Gloria si entusiasma per questo stile e finirà per renderlo molto popolare regalandogli però la sua indiscutibile personalità. Stiamo parlando di ciò che è attualmente conosciuto come Fandangos del Gloria la cui creazione è come detto di Rafael Pareja e che avrà il suo secondo continuatore in Niño de Marchena.” Carlos Herrera scrive: “Vecchio e saggio cantaor, era abitué nelle fiestas a Los Gabrieles e a Villa Rosa, creatore di un Fandango campero virile e potente, che tanto influì nel cante del Nino de Gloria e altre personalità della sua epoca.

Il cantaor Curro de Utrera ritiene Rafael Pareja uno dei più importanti interpreti por Tientos, considerandolo uno dei migliori in questo stile. Secondo quanto detto da Aurelio de Cádiz a Blas Vega questi assicura che la seguente letra era sua:

Inmediato,
en aquel pocito inmediato
donde bebían ya las palomas
yo me paro
yo me paro y me distraigo un rato
en ver la agüita que toman

È uno stile che fu lui a portare a Cadice. In “Flamenco de ida y vueltaEspin e Molina parlano di un altro stile sentito dalla voce di Pepe Pinto:

Con la banderita,
bonita bandera,
grana es la bandera.
Qué bonita es la bandera!
Bandera…y el palio
y el obispo por empeno,
ni te miro ni te hablo!

I famigliari di Rafael gli attribuiscono anche la creazione di altri famosi Tangos interpretati successivamente da molti artisti, e di cui la letra più conosciuta si dice forse ispirata ad un episodio sentimentale della sua vita e che dice:

Amparo por Dios Amparo
el enfermo busca el alivio
yo lo busco y no lo hallo

e anche:

Ni contigo ni sin ti,
tienen mis males remedio,
contigo porque me matas
y sin ti porque me muero.
che oggi si è soliti sentire cantata por Soleá Apolá o de corte trianero. La letra non si è certi fosse di sua creazione, ma lo stile melodico por Tientos si.

Pareja disse in un intervista per el Ayer de Jerez: “Ciò che canto meglio sono i Tangos, che vengono interpretati da altri cantando le mie letras e la mia musica“. Nel blog Depaloenpalo abbiamo dedicato a Pareja un uscita legata i suoi Tientos tangos de Triana de Rafel Pareja, che verrà ampliata in futuro ma che vi suggeriamo di leggere. 

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  • Writer: Katia Di Leo
  • Editor: Katia Di Leo, Claudia Badalini

Fonti bibliografiche:

  • Juan Rondón Rodriguez, Recuerdos y confesiones del cantaor Rafael Pareja de Triana

3 thoughts on “Rafael Pareja

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