Rosa Durán

Rosa López Caballero, in arte Rosa Durán, è nata in Calle Álamos, nel barrio San Miguel, a Jerez de la Frontera, Cádiz, il 23 Giugno del 1916. Bailaora di sangue misto, paya e gitana, figlia di Francisco López Jiménez, conosciuto come Paco el Colorao, e nipote perciò del mitico Diego el Marrurro. Alla morte della madre viene adottata da Isabelita de Jerez e dal cantaor aficionado José Durán Mediavilla El Tordo – con cui si sposò quando rimase vedovo di Isabelita. A tre anni muove i suoi primi passi nel flamenco con María Lucena. Nel 1926 la sua famiglia si trasferisce a Madrid. Qui ha due insegnanti, uno per il flamenco e l’altro per la escuela bolera. Il maestro flamenco è Juan Sánchez Valencia, in arte El Estampio colui che le insegna realmente a ballare, e del quale lei stessa si proclama prima discepola. Per la scuola bolera e le castañuelas ricordiamo Ángel Pericet, che la porta a ballare sevillanas durante la funzione celebrata al Teatro Español nel 1935 in occasione della raccolta fondi per la pubblicazione di Arte y artistas flamencos di Fernando de Triana. È il 1934 quando Rosa inizia la sua carriera professionale, prendendo come nome artistico “Durán”, cognome del suo padre adottivo. Debutta alla Sala Pelikán di Madrid.  Successivamente farà parte della compagnia di Pericet con cui inizia a percorrere numerose tappe spagnole. Successivamente farà parte delle compagnie di Pastora Imperio, Juan Valderrama, Pepe Marchena, Carmen Amaya e Vicente Escudero. Nel 1949 partecipa ballando por Alegrías al film Currito de la Cruz e nel 1953 fa i suoi primi passi come solista; al suo fianco Manolo Manzanilla, Paco Aguilera e Luis Heredia. Si esibiscono a Madrid nel giardino di Villa Rosa a cui segue tournee in tutto il paese. L’anno successivo , in coppia con Faíco, si presenta alla Sala Puerta del Sol di Parigi. È prima bailaora dello storico tablao Zambra fondato nel 1954 da Fernán A. Casares, dal giorno dell’apertura fino a quando chiude nel 1975, per quasi 22 anni, inizialmente come ragazza di “cuadro” e successivamente come solista di successo. Le cantano solitamente Pericón de Cádiz, Rafael Romero o Juan Varea, fra gli altri. Nel 1958 balla nell’Exposición Universal di Bruxelles; nel 1962 al Coliseo Sarah Bernhardt di Parigi, dove le viene dato il Premio Internacional de Danza del Teatro de las Naciones; nel 1964 è alla Feria Mundial di New York e nel 1965 la Cátedra de Flamencología de Jerez le concede il Premio Nacional de Baile. Nel 1979 interpreta per la TVE, Los Tarantos di Alfredo Manas, presentato al Teatro Reína Victoria di Madrid e in cartellone per due mesi. Nel 1986  ritorna sul piccolo schermo, col programma Taracea, della serie De la buena musica de los flamencos, dove accompagnata da Perico el de Lunar hijo, lascia ai posteri il suo particolare omaggio a El Estampio, con uno “zapateado” da vera antologia. Nel 1996  è nel programma dedicato al tablao Zambra, nella serie Tesoros del flamenco. Parla della sua esperienza e ci lascia una Romera.

Miguel Espino, direttore del programma, spolvera una Petenera registrata nel 1956, con l’accompagnamento di Enrique Morente e Perico el de Lunar hijo.  Tiene classi di baile alla Casa Gaditana di Madrid, dove crea un cuadro flamenco con le proprie alunne “Embrujo de Jerez“. Insegna anche presso la Casa de Malaga e la Casa de Granada.

 “Rosa Durán continua ad essere quella bailaora che armonizzava con rara perfezione tutto quello che conta nel baile flamenco: un ritmo preciso e temperato nei piedi, la composizione della figura che si flette all’altezza della vita, le braccia incredibili, le mani,  fino ad arrivare all’enormemente espressivo gioco di pitos. Por Cádiz (Cantiñas), por Peteneras, nello Zapateado, il dialogo nel baile di Rosa con la chitarra di Perico del Lunar fu di grandiosa bellezza. È certo che Rosa non balla con la forza di una trentenne, quando vinse il Premio del Teatro de las Naciones, a Parigi, però le resta la sabiduría, il segno indelebile dell’essenza”. Questo scrisse di lei circa le sue ultime esibizioni, A. Alvarez Caballero in Rosa Durán, Bailaora de raza.
Muore il 5 Novembre 1999 a Madrid, in seguito trasferita nel cimitero della sua città natale, per sua richiesta. Alla sua morte dona al Centro Andaluz de Flamenco i suoi vestiti, le sue fotografie, i suoi premi e diversi ricordi personali, fra cui il suo primo contratto di lavoro al tablao Zambra. Vi lasciamo con una descrizione a cura di Manuel Rios Ruiz. “… a Rosa Durán, dobbiamo dare il nome di grande maestra del baile jondo. E lo dobbiamo fare per diverse ragioni. In primo luogo per la sua maestria in tutti gli stili, e in seguito perchè seppe imprimere al baile flamenco un’essenza caratteristica, la “tragirrabia” (rabbia tragica, ndt), un gesto diciamo tellurico, metaforico, corredato da una forza che denotava tutta la sua vita e profondità, ciò che si chiama temperamento commovente e sanguigno, colmo di suono bajo-andaluz, sempre nel rispetto profondo, immobile farfalla, collegata alla sua musica genuina, emozionante e solida”.

Fonti web e Bibliografia:
Flamenco World
El Arte de Vivir Flamenco
Cadiz Pedia
WikiPedia
José Luis Navarro Garcia, Historia del Baile Flamenco.

 

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