Rosalía de Triana

 Su arte queda en la historia,
como una gran cantaora,
para orgullo del flamenco,
es una verdadera emperaora…

José Maria Ruiz Fuentes

 

Cantaora gitana, Rosalía Ortiz Aguado nasce a Sevilla nel 1905 e muore nella stessa città nel 1973. Prende il nome artistico dal suo quartiere di origine, passando alla storia come Rosalía de Triana. Sposa di Perico Campos, apparteneva alla famiglia di Curro Puya ed era imparentata con i Gitanillos de Triana. Muove i primi passi nei Cafés cantantes di Sevilla dove canta per importanti bailaoras come La Macarrona e La Malena. Successivamente cantò nei Cafés di Madrid e Barcelona dove all’inizio degli anni ’30 conosce Carmen Amaya. Rosalía riscosse un incredibile successo nelle feste private della sua città. Nel 1960 Rosalía de Triana condivide una registrazione di Tonás con Antonio Mairena e Pepe Torre. Antonio la chiamò infatti per partecipare alla sua Antología del Cante Flamenco y del Cante Gitano (Columbia, 1965), dove registreranno Martinete, Toná e Debla di Triana (Rosalía de Triana, P. Torre, A. Mairena) si tratta di “Y siempre mirando a la cara” (1965). Qui la cantaora trianera interpreta due Martinetes. Questo il testo del primo cante:

¡Qué desgraciaíto aquél, que come
el pan con manita ajena,
y siempre mirándote a la cara,
si te la pone mala o güena!

La seconda delle tracce registrate è una Bulerías por soleá; Rosalía de Triana inizia con lo stile tradizionale di questo cante, con il quale ogni cantaor inizia lo svolgimento delle letras. Interpreta due letras di diversa melodia, con cadenza simile, che non si adattano agli stili abituali della Soleá, poiché i versi contengono più di otto sillabe. Queste le letras di questo stile:

Yo quiero ir a las minas de Egipto,
porque me habían dicho que había allí
unos pobrecitos gitanos;

Esos gitanitos lo que hacían es pelarle los
borriquitos a los castellanos,
por eso yo quiero ir a las minas de Egipto.

Que de Hungría yo vine ayer, (bis)
mira si yo soy una güena gitana…
Que de Hungría yo viene ayer,(bis)
vengo cantando yo mi limosnita,
pa ponerme, primo, mantener…
Mira si yo soy una güena gitana…

Probabilmente i chitarristi, Manuel “Morao” in questa versione e Diego del Gastor nell’altra, rimasero sorpresi dal fatto che le falsetas di accompagnamento normalmente utilizzate quadrassero nonostante si trattasse di Soleares atipiche; questi infatti raccolgono il cante con abilità mettendo la chitarra al servizio del cantaor. Queste Soleares risultano originali e sono attribuite a Rosalía de Triana, anche se potrebbe trattarsi semplicemente di chi trasmise questi stili, come in tanti altri casi.  

Accompagnata da Manuel Moreno interpretò una Bulerías al Golpe; qui Rosalía de Triana interpreta tre Soleares, strofe di 3 versi. Queste le letras:

Tú te pones en esa esquina,
con una miraíta tuya
los huesesitos me los lastimas.
Válgame un dibé del cielo,
los huesesitos me los lastimas.

Que pena el quererte tanto,
y no tenerte a mi vera,
primo de mi arma,
eso si que son quebrantos.

De ti aguardo el perdón,
y, si tú no me lo mandas,
castigo te mande Dios.
Y, si tú no me lo mandas,
te mande un castigo Dios.

Ay, que te quiero, (bis)
pero de lachi no te camelo…

La melodia di questi cantes è diversa da quelli dei cantaores dell’epoca, poiché la gamma di Bulerías era ridotta. Con Manuel Morao, registró Tangos de Triana e Bulerías por Soleá. Nel Tangos de Triana “Ven acá siéntate aquí”, Rosalía adatta le seguenti letras allo stile tradizionale del Tientos, cante di procedenza mista e cantato all’epoca sia a Triana che a Cádiz; queste le letras

Ven acá y siéntate aquí,
en una silla y yo en otra;
cuéntame tus alegrías,
que las mías eran muy pocas.

Yo quisiera tener
la boquita de azúcar cande,
pa no tener que ofender.

Que trabajito me cuesta,
el buscar mi bienestar;
la puerta donde me arrimo,
yo me la encuentro claveteá.

Vámonos pa Roma,
que el Padre Santo es mu güeno,
y toíto lo perdona.

Gli ultimi due titoli “Desgraciaíto de aquél que come” (Martinete e Tonás) e “Las minas de Egipto” (Bulerías por soleá), corrispondono a cantes che Rosalía eseguì poco prima della sua morte, registrati nel 1971. Accompagnano Rosalia i chitarristi Manuel “Morao” e Diego del Gastor. Luis Soler Guevara e Ramón Soler Díaz, in la Historia del flamenco scrivono: “…las minas de Egipto, appresa da Tío Benito”; si tratta della Bulerias por soleá che sentì nella Alameda de Hércules, appresa da Tío Benito, il figlio maggiore di Pinini de Utrera: è una letra popolare accompagnata dalla chitarra di Diego del Gastor. Antonio Bascón Torres raccolse alcuni suoi cantes che interpretò durante una riunione familiare. Si tratta di un Martinete seguito da alcune Tonás dei Pelao de Triana.

Rosalía aveva una voce veramente emozionante, fragile ed intensa, imprimendo con questo una grande delicatezza a tutto ciò che cantava. In definitiva, Rosalía de Triana fu una cantaora, che si identifica pienamente con l’epoca in cui visse; canta con sentimento e nella fragilità della sua voce si nasconde la più pura essenza flamenca del barrio trianero.

Fonti web:

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