Tio José el Granaino

El Granaino era uno dei personaggi più singolari della storia conosciuta del cante. Visse nel secolo XIX e esistono diverse idee sul suo luogo di nascita. José Blas Vega,  suo biografo ha scritto quanto segue:
Sono poche le notizie circa questo cantaor che nacque presumibilmente agli inizi del XIX secolo, torero e cantaor. Ci sono due teorie sul luogo di nascita. Una sostenuta dai granaini, che in merito al suo soprannome lo pensano della terra di Granada. Il suo nome vero era José Jimenez. Nei dai biografici riportati da José Maria de Cossío nella sua opera Los Toros, ugualmente si dice nato a Granada.
I gaditani invece sostengono che fosse di Sanlúcar de Barrameda, Aurelio de Cádiz disse che crebbe nel barrio de Santa Maria a Cadice, dove era conosciuto da tutti. I gaditani sostengono che il soprannome derivi dal fatto che una volta ritirato dalla suacarriera torera si misa a vendere frutta e granadas (melograne) anche se non ha molto senso poichè lo utilizzò anche nella sua carriera taurina.
Quello che comunque sembra certo è che passò la sua vita fra Sanlúcar de Barrameda, Cádiz e Chiclana. Fu banderillero nelle cuadrillas di Paquiro, El Chiclanero, El Lavi, e secondo Cossío prese una grave cornata, a Barcellona nel 1852 che gli costò capacità di movimento, toreando successivamente pochi anni a seguire.

Si racconta che compose la seguente letra por Caracoles quando fu sostiutito nella cuadrilla di El Chiclanero da un altro banderillero, El Cuco, con Capita e Nicolás Baró:

“Nicolasillo y Capa
son dos sujetos
que vestio de estudiantes
causan respeto
pero le falta
un clarinete
y a Colas la flauta”

“Vamonos Vamonos
al Café de la Unión
donde estan el Chiclanero
Chuchares y Juan Leon”

Gli si attribuisce la creazione o comunque più onestamente la diffusione di diversi Cantes de Cádiz e Los Puertos come il Mirabrás, il Caracoles, le Romeras, e il curioso Torrijos del Granaíno, citato da José Navarrete nel 1895.

Demofilo raccoglie la Romeras del Granaíno nella rivista El folclore andaluz dell’ottobre 1882 e che dice:

“Toma este pañolito
que no lo quiero pa ‘na
pa que le tapes la cara
a Manolito El Charrán”

proseguendo con l’estribillo

“Ay por Dios, por el amor de Dios
romera pasa por to’
la fuente vieja
se ha alborotao
porque Frascola
s’amborrachao”

José Blas vega, sostiene che Romero el Tito altro non fu che il continuatore della nobile scuola di Tio José el Granaino.

Fonte:

Manuel Ríos Ruiz, Ayer y hoy del cante flamenco.

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2 thoughts on “Tio José el Granaino

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