Rossano Tosi

rossano tosi
Nato a Verona il 14 luglio 1970, inizia ad appassionarsi allo studio del flamenco nel 95/96 con Elena Vicini e Maria José León Soto. Si trasferisce poi a Madrid per perfezionarsi presso la Academia de flamenco y danza española “Amor de Dios” frequentando corsi di tecnica, coreografia e nacchere con importanti maestri tra cui Ciro, Paco Romero, Maria Magdalena, Timo, Rafaela Carrasco, La China, Adrian Galia. Frequenta numerosi stages a Jerez de la Frontera ed a Siviglia con la Chiqui, El Pipa, Javier Baron e soprattutto Javier LaTorre, che rappresenta per lui un modello stilistico, oltre che un buon amico. In Italia ha frequentato anche corsi di danza classica, moderna e jazz.
Le sue esperienze professionali cominciano nel ’98 grazie a brevi collaborazioni con
la Peña di Milano e di Rovereto, e con quest’ultima collabora tutt’ora. Ha partecipato a numerosi festival con varie compagnie di flamenco, tra le quali la Moreria e la Fuente, ballando al fianco di Maria José León Soto, Elena Vicini e al virtuoso José Salguero. Nel ’98 ha fondato il gruppo Aire Flamenco insieme ad artisti ormai affermati quali Rossella Mitrano, Antonio Porro, Alessandro Agrati, Giuliano Prada e Julio Ruiz Gomez, giovane talento murciano. Nel ’99 partecipa ad un Festival di danza a Friburgo con la compagnia di danza spagnola di Laura Farret Jimeno, come ballerino solista, ed ad una tournée in Giappone con la compagnia di Mara Terzi. Nello stesso anno partecipa come ospite al programma di viaggi “Come Thelma & Louise”, con Justine Mattera, in una puntata sull’Andalusia e il flamenco.
Nel 2003 partecipa ad una rassegna presso il teatro S. Domenico di Crema con una messa in scena della Carmen di Bizet assieme alla compagnia di balletto bresciana Arte Danza 95, vestendo il ruolo del Torero Escamillo. Sempre nel 2003 partecipa ad uno spettacolo teatrale presso il teatro Juvarra di Torino in un ensamble di musica da camera e danza sull’opera di Garcia Lorca “El amor brujo”.
Nel 2006 partecipa ad una tournee in Italia e Turchia come ballerino solista con il chitarrista Roberto Porroni.
Nel 2007 ha partecipato allo spettacolo Luna Nueva con la compagnia
Mimbrales al fianco di Marta Roverato, inserito nella rassegna del Teatro Pasolini di Cervignano Del Friuli; in Agosto ha partecipato allo spettacolo El Duende insieme all’attrice Pilar Perez Aspa e al chitarrista Antonio Porro, spettacolo presentato nella rassegna La Rosa dei Venti, VII edizione del Festival dell’Argentario.
Dal ’98 insegna tecnica, coreografia del flamenco, nacchere e danza spagnola a Reggio Emilia, Modena, Verona, Padova e Mestre, e tiene regolarmente stages tra cui quello svoltosi nell’estate 2003 e 2004 a Sorano (GR) e “La maratona Flamenca” nell’inverno 2004 a Pordenone, Trieste 2005, Bolzano 2006/2007, Estate Danza a Forni di Sopra (UD). Collabora con alcuni siti sulla danza come
www.scuoladiballo.tv e www.alboreà.org, con pubblicazioni periodiche di articoli sul flamenco. Inoltre vari progetti di insegnamento di danza e movimento in generale e di composizione coreografica in scuole dalla materna alle superiori e istituti con abili diversi.

Come ti sei avvicinato al flamenco?
Mi sono avvicinato al flamenco nel ’94

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Quando ho capito che non potevo più fare a meno di studiarlo.

Hai mai pensato di non farcela?
… No.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
…nel flamenco Carmen Amaya, Javier LaTorre, Angel Muñoz, nella danza in generale Marta Graham, Alvin Alley, Nacho Duato.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Tutti i giorni 3 ore.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Parecchio… purtroppo e per fortuna

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Nessuna difficoltà… la professionalità paga sempre.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Una non può prescindere dall’altra per essere un’artista. La tecnica è fondamentale e la si acquisisce con l’esercizio costante, l’espressività è più innata.

Ti senti più artista o più insegnante?
Anche insegnare è un’arte. Mi sento un bravo artista e un bravo insegnante (anche se devono giudicare gli altri)

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La Passione per qualcosa di personale, la bellezza di quest’arte, e il piacere di stare con gli altri

E quale al pubblico?
Attraverso un linguaggio non verbale, appunto la danza, un pensiero, uno stato d’animo. Suscitare emozione.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Qualsiasi pubblico, che conosce e che non conosce… l’importante è emozionare.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ottimo

Quali sono i tuoi progetti attuali?
… insegnare ballare insegnare ballare…

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ogni lezione, ogni spettacolo è emozionante per me e degno di ricordo.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Tra i colleghi Carmen Meloni, Elena Vicini, Maria Josè Leon Soto, Alejandro Villaescusa, Josè Salguero, Antonio Porro. Tra gli artisti internazionali attuali Angel Muñoz.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Poter continuare per tanto tempo a fare questo mestiere che è la mia passione.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Andalusia!

Tradizione o modernità?
Modernità, senza dimenticare la tradizione

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, lo disse anche Garcia Lorca nella conferenza “gioco e teoria del duende”. Il Duende o Spirito prescinde dalla nazionalità, origine, tipo di arte. E’ dell’artista.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Troppo pignolo.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
L’umiltà, la pazienza, il duende… he he

La prima letra che ti viene in mente…
C’è una bulerìa che adoro di Pepe El Marismeno che parla di come ci si sente quando viene a mancare una persona cara… lo què serà para ti…”pero siente què un dia el destino pondrà en tu camino lo què serà para ti”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A mio fratello scomparso circa 4 anni fa… è la mia fonte di ispirazione, sia di gioia che di dolore.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Mi piace la musica black, r&b, pop italiana e straniera.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
“L’eleganza del riccio” – Muriel Barbery

La tua giornata ideale?
Casalingo di mattina, insegnante di sera.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Studiare duramente, essere autocritici… non è una professsione facile e per essere professionale bisogna studiare tanto, andare in Spagna, confrontarsi anche con altre discipline. Io studio anche danza moderna e jazz.

La tua compagna ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori!!!!!

Il flamenco in una parola
Vita.

Ringraziamo Rossano. Per ulteriori informazioni:

Rossano Tosi por alegrias:

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