Claudio Javarone

Javarone

Nato a Torino nel 1973, Claudio Javarone comincia i suoi studi presso l’Academia de Baile “Arte y Flamenco” diretta da Monica Morra, fino a diventarne insegnante, primo ballerino e coreografo nonchè co-direttore dell’ omonima compagnia.
A partire dal ’96 si perfeziona in Spagna, principalmente a Siviglia, avendo modo di anno in anno di studiare con artisti quali Manolo Marín, Manuel Betanzos, Angel Atienza, Javier Cruz, Javier Barón, El Junco, El Grilo, Rafael Blanco, Rafaela Carrasco, Isabel Bayón, Mercedes Ruiz, Andres Peña, Rocio Molina, Fuensanta La Moneta, Eva La Yerbabuena.
Dal 1999 viene invitato come bailaór solista presso alcune delle Compagnie di flamenco operanti in Italia e a settembre del 2000, al Teatro Lope de Vega di Siviglia, prende parte allo spettacolo “Asì baila Sevilla” della Compagnia di Manuela Carrasco in occasione della “XI Bienal de Flamenco”.
In ottobre 2000 inaugura con Monica Morra la prima delle cinque stagioni invernali del “Tablao flamenco”  al “Cafè Procope”-Teatro Juvarra Torino ( dal 2000 al 2004 ) con ospiti quali  Manuel Betanzos, Angel Atienza, Pepa Merce, Soraya Clavijo.
Sempre nel 2000 balla nelle rassegne di “1°Festival Flamenco di Udine”, “Festival Internazionale della danza di Udine”, “Festival Afro ed Oltre di Torino” e “Vignale Danza”.
Ancora nel 2000 con Arte y Flamenco nello spettacolo “Flamenco en el Cafè Cantante”.
A  Siviglia balla al Tablao “Las Brujas” nel 2001 e l’anno dopo a la “Feria Mundial del Flamenco” nella Compagnia di Maria Serrano.
Nel 2002 è stato danzatore solista nella tournè italiana della Compagnia “Ensemble Flamenco”, diretta da Juana Calà, Monica Morra, Angel Atienza e Manuel Betanzos, e nello spettacolo Arte y Flamenco “Fragmento Flamenco”.
Nel 2002 ottiene il congedo militare dall’ Esercito italiano per particolari meriti artistici dando lustro alla nazione con la sua carriera artistico-professionale in Italia e all’estero.
Balla nello spettacolo Arte y Flamenco “De Flamenco” , al “Festival Libera Tribù di Cuneo” e manifestazione “Piazza Profana di S.Rocco”- org : Folk Club – Forte di Exilles”.
Dal 2003 collabora come solista e cereografo nella Compagnia “
FlamenQueVive” di Gianna Raccagni  negli  spettacoli: “Colores Moreno”, “Pinturas” dedicato a Picasso, “Dos Almas”  e “Don Juan”  in teatri importanti quali  – Palacreberg Bergamo – Teatro Scandiano (con Juan Ogalla )2006 – Vignale Danza Torino – Teatro Giuditta Pasta  Saronno – Teatro Masini Faenza  – Teatro Celebrazioni Bologna  – Teatro Antico Taormina .
Sempre nel 2003 balla nello spettacolo Arte y Flamenco “Sabor Flamenco” e in “Noche Flamenca” a Torino organizzato dal FolkClub.
Nel 2004 balla nel Festival “Flamenca” Teatro Regio, Giardini Reali di Torino e in “Pieza Flamenca” con Arte y Flamenco.
Dal 2004 al 2006  “Tablao d’autore” – Teatro Juvarra –  con ospiti quali Andres Pena, La Chabuquita, Raffaela Carrasco, Manuel Linan e dal 2006 al 2008  “Tablao d’autore” – Teatro Piccolo Regio –  con ospiti quali Mercedes Ruiz, Rocio Molina, El Junco.
Altri spettacoli con Arte y Flamenco: “Desde por la tarde hasta madrugà” (2006), “Flamenco a tres caras” (2007), “Ritmos” (2008), “Boda” (2009).
Sempre con Gianna Raccagni nel 2005 gira un dvd didattico per “TV Sorrisi e Canzoni” sotto la direzione artistica di Luca Tommasini.
Ha condiviso e condivide il palco in spettacoli, rassegne e festival italiani con prestigiosi musiciti spagnoli come Jesus Torres, El Bolita, Alfredo Lagos, Manuel Perez, Miguel Perez, Inmaculada Rivero, Encarna Anillo, Arcangel, Rafael de Utrera, Londro, Emilio Cabello, Juan Cantarote, Josè Salguero, Alba Guerrero.
Nel 2007 ha danzato con lal ballerina di Danza Indiana con l’Indo-Australiana Sarasa Krishnan nello spettacolo “Agni Flamenco”.
Produce e coreografa con Angela PlacanicaAmantes” fusione di Danza Contemporanea e Flamenco. Sempre nel 2007 balla al “Tablao Los Gallos” di Siviglia.
Dal 2003 dirige e conduce i corsi di baile nella sede “Arte y Flamenco” di Firenze presso la Opus Ballet.
Nel 2009 balla nella “Carmen” di Zeffirelli per la stagione estiva dell’ Arena di Verona.
Nel 2010 inizia la collaborazione con la bailora Carmen Meloni, insegnando presso le sue accademie romane e come artista invitato negli spettacoli della Compagnia Flamenco Lunares, come Mi Sombras e El Paso del Tiempo.
Attualmente tiene seminari in tutta Italia e corsi regolari nelle città di Firenze, Bologna, Roma, Perugia.

 

Tutto è iniziato…
Nel ’93. Fui invitato a prendere parte allo spettacolo di fine anno di una scuolettina di danza a Venaria Reale a pochi chilometri da Torino, con una performance di “acrobatica” in una coreografia funky… Vidi alla prova generale la breve ma intensa coreografia del corso principiante flamenco e subito mi colpirono positivamente l’ordine, la disciplina e la direzione matriarcale della maestra (Monica Morra). Siccome mi dilettavo come batterista fui fortemente incuriosito dal ritmo di quella soleà, anche se allora non sapevo si trattasse di questo, e rimasi stupito prima dalla serietà quasi tragica, che metteva tristezza, poi dalla forza pura e ritmica ed in fine festa e sorrisi. Così emozionato ed incuriosito chiesi informazioni sui corsi, che tra l’altro, fortunatamente, mi vennero offerti come unico maschio della scuola! Cominciò allora la mia Odissea!!!

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Dopo aver avuto l’opportunità, l’onore e la fortuna di ballare nella compagnia di Manuela Carrasco in occasione della biennale di Siviglia del 2000, cominciai a chiedermi se fosse il caso di  mettere in discussione la mia futura carriera di architetto e dopo circa un mese da quell’evento presi la decisione di tentare un nuovo cammino…

Hai mai pensato di non farcela?
Sì, molte volte e ancora mi succede.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Sempre fortunatamente ho avuto diversi punti di riferimento e perciò dovrei precisare chi mi ha insegnato molto e da molti punti di vista. Nell’aspetto professionale, artistico e didattico per certo Monica Morra. Mentre Manolo Marin, Manuel Betanzos e Angel Atienza sono e sono stati importanti guide di grande valore artistico. Infine come idoli e in parte amici Israel Galvan, Rafaela Carrasco e Eva la Yerbabuena. Ma un grande compagno di viaggio nonché grande amico fraterno è stato ed è Marco Perona.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Passo lunghi periodi in cui non riesco neanche ad allenarmi a causa del grande impegno e responsabilità dell’insegnamento, ma altri in cui intensifico lo studio per mesi a ritmi forse anche troppo alti, comunque un orettina al giorno mi leva il medico di torno!

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Tanto… nelle amicizie, in amore, nella vita in generale… troppo forse!!!

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Nel 2000 Manuela Carrasco mi propose di andare in tournè mondiale con la sua compañia e al ritorno avrei dovuto lavorare in un tablao di Sevillia ma non accettai… Fate voi! Ovviamente sono scelte molto sofferte, soprattutto quando si è recidivi visto che in seguito rifiutai una situazione simile.

Ma perché hai rifiutato?
Perché stavo costruendomi la carriera d’insegnante in Italia e non sono riuscito a liberarmi da questa responsabilità… Purtroppo!

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Riuscire a dare il giusto peso alle “cose” per quello che sono.

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Il non riuscire ancora ad improvvisare veramente, intendo trasporre in baile il pensiero immediatamente, non utilizzando nulla di quello che so ma inventandolo al momento… difficilissimo direi… L’ispirazione mi viene da una musica che apprezzo particolarmente, da uno spettacolo che mi ha emozionato, dai consigli di un maestro, ma anche dai colori di un paesaggio, per lo stato d’animo triste in cui a volte mi trovo, o dall’estrema spensieratezza de una borrachera. Ma succede che tutte queste fonti di ispirazione a volte siano fonti di frustrazione e non di creazione.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Penso che il flamenco sia un linguaggio con cui potersi esprimere, ma come quando s’impara a scrivere per esempio, è necessario fare paginate di barrette, di singole lettere, di parole, di frasi e quindi poi si può pensare di scrivere un tema… e se poi si volesse improvvisare un discorso sarebbe utile, se non fondamentale, conoscere e controllare  grammatica, sintassi, ortografia, lessico, però si dovrebbe tentare di fare attenzione anche alla calligrafia o al tono della voce, al contenuto e alla forma. Insomma il giusto equilibrio non guasta mai.

Ti senti più artista o più insegnante?
Il giusto equilibrio non guasta mai 🙂 comunque mi sento un insegnante che tenta di passare arte ai propri allievi, ma non ancora un maestro e un allievo bailaor con uno spiccato senso artistico, ma non ancora un’artista.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
L’amore che ho per il flamenco nella sua interezza, la consapevolezza di quello che ballano, il rispetto per se stessi imparando a mettersi in discussione sempre.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Emozioni… e che credo in quello che faccio! In realtà mi appaga il fatto di riuscire ad emozionare qualunque tipo di pubblico, ma conquistare anche gli “addetti ai lavori” sarebbe il massimo.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ottimo direi, mi relaziono bene con tutti o quasi.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Mi sono da poco trasferito in Toscana dove ho trovato uno splendido fienile in cui vivo i momenti liberi dall’insegnamento… in questo periodo sto organizzando l’andamento dei vari corsi che tengo a Firenze, Lucca, Perugia, Bologna e Torino, ma nelle notti tra un corso e l’altro penso alla creazione di un nuovo spettacolo a cui tengo soprattutto perchè sarà in collaborazione con altri 7 uomini tra musicisti bailaor e tecnici di scena…lo spettacolo si chiamerà “hOMBREs” e sarà divertente ironico maschile flamenco e spero “ben confezionato”…la prima sarà il 20 di febbraio intorno a Macerata.
In aprile, come si può vedere dal sito di Arte y Flamenco di torino, avrà luogo un nuovo ed interessante concorso di baile per allievi e solisti non professionisti, con una giuria di grandi amici e maestri flamenchi di siviglia, un bellissimo evento che sosterrò e che già sostengo in cui parteciperò come collaboratore e come bailaor nello spettacolo di chiusura insieme con altri stimati “colleghi”.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
La prima volta che mio padre si emozionò vedendomi ballare… Quando si aprì il sipario del Lope de Vega mentre entravo in scena quasi come in un sogno… Scendendo le scale de Los Gallos prima d’improvvisare por soleà por buleria… Gli applausi di un pubblico di 3500 persone al teatro Greco di Taormina in una notte di eclissi lunare…

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ballare come solista alla Bienal de Sevilla e/o al Festival de Jerez, produrre coreografare e dirigere un mio spettacolo “TRILOGIA DE SEVILLA” e fare un UN FILM (epico)… chiedo troppo?… Beh sognà pe’ sognà sogno alla grande 😉

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Israel Galvan, Rafaela Carrasco e Eva la Yerba Buena, Camaron e  Miguel Poveda, Paco de Lucia e Vicente Amigo.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla , ma da poco anche Jerez

Tradizione o modernità?
Modernità derivante dalla conoscenza della tradizione

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
NO… anche se il “duende” è propriamente flamenco, ricordo di averlo notato in molte altre forme d’arte e di spettacolo… magari non era duende con l’accezione flamenco-ispanico-gitana, ma volete dirmi che Barishnikov non fosse addirittura il duende classico in persona? E che dire di Picasso o Miles Davis? MICHELANGELO?

Il tuo più grande difetto  e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Difetto… I TEMPI. Pregio… l’istinto, la pazienza, la bontà d’animo.

La prima letra che ti viene in mente…
“…Con lo mucho que yo lo queria…se fuè de mi vera, se fue para siempre, pa toita, la via, ay Camaron…” cantata da Paco De Lucia in memoria di Camaron

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A dare il meglio di me

Le emozioni che provi mentre balli.. a cosa pensi? Ce lo dici ?
Ve lo dico! Ho pianto veramente interpretando il mio suicidio in scena nello spettacolo “Soledad”, ho riso e mi sono divertito facendo il verso al Grilo mentre lui mi guardava ballare a Senigallia, mi sono sbucciato le ginocchia crollando al pensiero della tragedia di Guernica por siguiriya in “Pinturas”, in realtà non penso a niente… sento.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi?
E’ successo, però la sgradevole sensazione di non aver voglia di esibirsi spesso era dovuta alle condizioni logistiche in cui mi trovavo, ma di solito non appena entro in scena qualunque cosa scompare e rimane soltanto la voglia di ballare emozionandomi e quindi spero emozionando.

Bailaor solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Anche se rimane un sogno vorrei un giorno avere la possibilità di ballare al cante di Miguel Poveda, accompagnato da Chiquelo e Jesus Torres… chiedo troppo?… Beh sognà pe sognà sogno alla grande 😉

Immagino tu preferisca ballare individualmente, cosa pensi invece del baile in compañia? Sia come ballerino che come spettatore.
E’ vero preferisco gestire in solitudine cante e guitarra ma l’energia e la forza, l’effetto scenico e la possibilità di ballare in un gruppo di persone affiatate è non solo crescita individuale ma condivisione di un’esperienza emotiva comune. Come spettatore prediligo spettacoli più strutturati che prevedono la presenza di un corpo di ballo con chicche soliste degne di nota anche se di recente bailaor solisti come Javièr Baròn, Isabèl Bayòn, Mercedes Ruìz mi hanno commosso fino alle lacrime.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Attualmente gestisco direi comodamente un baile por solèa por buleria e por alegria ma prediligo anche se ancora non ne ho il controllo solèa e siguiriya.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
R&B, Soul, Funk, Jazz, Classica.

L’ultimo libro che hai letto ?
L’arte di essere felici di Schopenhauer… che pessimista!!!

Ma chi lui o te?
Lui pessimista per averlo scritto, io masochista per averlo letto!

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Fate voi… 🙂 Amo cucinare lo faccio tutti i giorni per me e per gli amici, con fantasia e attenzione per il dettaglio ricercando i migliori accostamenti tra i sapori e la “messa in scena”. Ho disegnato per anni a matita, a carboncino, prevalentemente in bianco e nero, soggetti stimolati dalla fantasia del momento, ma non ho più molto tempo per farlo e me ne rammarico. Attualmente però la maggior parte del tempo libero lo dedico alla passione per il mio lavoro.

La tua giornata ideale?
Colazione con dolce al cioccolato succo e caffè, sesso, allenamento e pranzo, sesso, aperitivo lezione o spettacolo e cena, sesso e magari 2 chiacchiere… 😉

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
La Notte.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
…lasciate perdere!!!…;-)… umiltà, dedizione, tolleranza, pazienza.

Il tuo segreto inconfessabile…
Se è inconfessabile non lo confesso!

La tua compagna ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Mah… per ora fuori!!!!!!!

Come ti vedi tra una ventina di anni?
Non lo so… Ho sempre pensato ad una morte giovane.( tiè ! ) Comunque spero di poter essere almeno più saggio, più equilibrato, un buon maestro e un’artista soddisfatto. Insomma un po’ meglio di quello che sono ora!

Il flamenco in una parola
…ARTE

Grazie Claudio! Per chi volesse saperne di più:

 

Claudio Javarone e Gianna Raccagni por Caña (DVD didattico sul flamenco a cura di Luca Tommassini):

Claudio por Soleá

Rassegna StampaIl messaggero, Pinturas

*Aggiornato in data 09 Luglio 2012

2 thoughts on “Claudio Javarone

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