Ivan Romanazzi

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Ivan Romanazzi, inizia lo studio della chitarra classica sotto la guida del M° Sergio Betti. Proseguirà gli studi sotto la guida del M° Pino Forresu nella struttura musicale del conservatorio di Taranto diplomandosi con il massimo dei voti. Numerose le sue esibizioni dal vivo in concerti e mostre. È ospite fisso dell’associazione culturale “Marco Motolese” che ogni anno gli dedica, con un concerto, l’apertura dell’anno sociale. Vincitore di concorsi nazionali e Internazionali. Nel marzo del 1998 si esibisce in un concerto in onore di S.E. Monsignor Benigno Papa. Ha effettuato numero registrazioni radiofoniche e televisive. Dal 2002 collabora con l’Accademia e compagnia di ballo “Flamenco Vive” . Numerosi nel 2002 gli spettacoli messi in scena dalla compagnia, in un mix di ballo, canto e ritmo travolgenti. Ha al suo attivo più di 500 concerti sul territorio nazionale. Nel 2003 collabora con la ballerina Spagnola Maribel Lopez e fondano insieme la Compagnia di danza “Suenos Flamenco”. È anche docente presso la S.I.E.M (Società Italiana Educazione Musicale) di chitarra classica e flamenca, e presso varie scuole. Si è perfezionato sotto la guida dei Maestri Alirio Diaz, Maurizio Colonna e Juan Lorenzo, ma di fondamentale importanza sarà l’incontro con il M° Juan Serrano, con il quale perfeziona l’arte flamenca nella prestigiosa struttura dell’accademia internazionale de “Amor de Dios” a Madrid. Nel 2004 si perfeziona in altri stili flamencos con il chitarrista Fernando de la Rua sempre a Madrid. Dal 2003 in poi collabora con un suo carissimo amico e collega, il favoloso violinista tarantino Francesco Greco, eseguendo una innumerevole serie di concerti al suo fianco. Insieme al valente Pianista Pierluigi Orsini fondano lo “String Trio!”. Innumerevoli le collaborazioni con altri artisti del territorio e tra le tante il chitarrista jazz Paolo Bonvissuto con cui, insieme al percussionista Gianni del Core e ad Ada Maria Grifoni, fondano la Compagnia “Flamenco Tunes”. Si ricordano inoltre le collaborazioni con Giuseppe Chiaradia, Fabio Tuzzi, Davide Dellisanti, Juan Lorenzo, Juan Serrano, El Guito, La Nathalia, Carmen Flores, Maribel Lopez, Pino Mazzarano, Caterina Costa, Giovanni del Core, Andrea Cianca, Sabrina Loguè, Sabrina Bucci, il Maestro Pino Forresu, Fernando de la Rua, Claudio Villanueva, Ada Grifoni, Giuseppe Zerruso, Stefano Cardolini, Pierluigi Orsini, Emilio di Maio, il Maestro Salvatore Russo, il Maestro Giuseppe Fornaro, il Maestro Antonio Errico Agnello. Ivan Romanazzi ha al suo attivo più di 1500 concerti ed esibizioni in tutto il territorio nazionale e in Spagna. È docente di chitarra classica, teoria e solfeggio nelle scuole Medie Statali.

Tutto iniziò …
Quando ho visto per la prima volta un paio di “zapatos” …. Il fascino del baile, in commistione con una chitarra …un matrimonio fantastico …

Chi sono stati i tuoi Maestri nel flamenco ? E quelli attuali ?
Il mio primo insegnante di chitarra, Sergio Betti, un grande chitarrista e un grande didatta… lui mi ha introdotto al brio della chitarra suonata fuori dagli schemi classici. Anni dopo studiai al conservatorio i classici del repertorio spagnolo e Flamenco con il M° Pino Forresu nel conservatorio di Taranto. Il primo approccio con Juan Lorenzo,successivamente Juan Serrano. All’accademia de “Amor de Dios” in Madrid ho perfezionato i vari stili flamencos con il bailaor “El Guito” . Al momento i chitarristi che seguo maggiormente sono Tomatito e Gerardo Nuñez… oltre a Vincente Amigo ..

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Non subito…. Ho iniziato a pensarlo quando sono tornato da Madrid.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
In un primo momento la difficoltà più grande è stata l’impossibilità di trovare nel mio territorio persone con cui condividere la grande passione per il Flamenco…successivamente ho dovuto combattere con la mentalità di alcune persone che pensano che basti una gonna e una paio di accordi su una chitarra …

Qual’è secondo te il modo migliore di apprendere ?
In assoluto, l’ingrediente base per apprendere, è l’umiltà e la volontà. Uniti a una ferrea motivazione.

Chitarra solista o da accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio?
Data la natura dei miei studi, e le difficoltà incontrate nel mio percorso accennate in precedenza, è più facile per me esprimermi in un repertorio solistico. Ma mi sento perfettamente a mio agio anche con il baile…. se poi c’è il cante … 

Ti senti più artista o più insegnante?
Non mi sono mai considerato un’artista, essendo anche titolare di una cattedra di chitarra classica…. Mi sento più insegnante.

Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor ?
In assoluto il cante…..

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Il pomeriggio è sempre stato il mio momento creativo . Per tanti anni ho studiato e praticato di pomeriggio e mi è rimasta l’abitudine. Sono molto metodico e cerco di praticare con costanza.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
La mia attuale inquietudine è per il futuro dei musicisti in Italia…. Siamo in un paese che non valorizza a pieno il patrimonio degli individui a cui ha dato i natali. Questa per me è la più grande preoccupazione. Un Paese che non investe nei propri artisti è un Paese che prima o poi perderà la sua identità.
L’ispirazione? In assoluto l’ascolto dei grandi classici … oppure alcune volte basta anche un video … Ho la fortuna di conoscere tanti artisti che amano il flamenco .. e per me questi amici sono sempre uno stimolo potente a produrre.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
È in lavorazione il mio disco solista.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Il momento che non dimenticherò mai è un caffè preso in un bar… a Madrid, nel mercador al primo piano dell’Amor de Dios… ero circondato dai più bravi cantaores e bailaores di tutto il mondo. Non capita tutti i giorni ! Un evento semplice, ma per me straordinario.

Il tuo sogno nel cassetto?
L’istituzione in tutti i conservatori Italiani del diploma di chitarra Flamenca.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Gerardo Nuñez per la chitarra … e per il baile Sara Baras.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Posso sceglierne due? Madrid e Sevillia ….

Quale è il palos che preferisci suonare?
Nel toque por solo la Bulería … e nell’accompagnamento amo la Farruca e la Seguiriya.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona.
Come artista passo la mano…. non mi sento tale .. come persona il mio più grande pregio è l’umiltà … il mio più grande difetto e l’ossessività dei preparativi.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Alle falsetas da eseguire !!!

Descrivici le emozioni che provi mentre suoni…
È veramente difficile ….sono tante …. Diciamo che mi sento “vivo” !

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
Moltissima. Non eseguo mai un brano o una falseta nello stesso modo. Posso invertirle o improvvisarle totalmente. Ci provo più gusto, è una sfida continua.

Chitarra solista flamenca su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al baile ?
Al baile una mia cara amica Natalia García-Huidobro. Al cante sarei onorato di accompagnare Diego El Cigala ….

Il tuo segreto inconfessabile …
Vivere la mia vita al fianco di una bailaora che mi sopporti un po’ …

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Lo definirei Fantastico! Non esistono distanze .. e siamo tutti amici, uniti in un’unica missione …

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione.
Suonare con quanta più gente possibile: è formativo dal punto di vista umano e artistico.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Sicuramente, non ritornerei in Italia…

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
Con una cuffia in testa e un disco di Camarón nelle orecchie…

Per che cosa vorresti essere ricordato ?
Per la mia famosa “paella” 🙂

Il flamenco in una parola
Amor y Pasión …. Sono due parole … ho barato!

Grazie a Ivan! Per chi volesse approfondire:

10 thoughts on “Ivan Romanazzi

  1. Che felicita’ leggere questa intervista!!! Ho una grande stima per Ivan, ho avuto la fortuna di ascoltarlo suonare e lavorare con lui, e’ un vero peccato che viva lontano e non possa condividere la sua arte!! E’ un musicista di grande talento, umilta’ e forza, chiunque al suo posto avrebbe gia’ mollato!!!ole tu maestro!!!
    spero a presto
    Ada
    p.s….un po’ mi sono offesa pero’……pensavo di essere la tua bailaora preferita……:))))

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  2. Bella intervista caro. Da quel poco che ho visto e sentito, tu il flamenco ce l’hai nel dna. Cmq è sempre un piacere suonare con te, alla prossima! 🙂

    un abbraccio

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  3. Ivan, oltre ad essere una gran persona, è un Artista. Perché dentro di sé ha il talento, innanzi tutto, seguito da una passione che non l’ha mai fatto arrendere, neanche di fronte alle difficoltà-sempre tantissime per gli artisti, specialmente in Italia, specialmente in questi tempi. La sua grande umanità fa da legante tra gli artisti che accompagna, proprio come dev’essere la chitarra flamenca: il trait-d’union tra chitarra, cante e baile, che rende tutto magico e speciale, in una sola parola: flamenco. Ivan è in grado di “afflamencare” chiunque, il suono della sua chitarra e la sua energia ti coinvolgono al punto da rapirti.
    Un onore per chi lo accompagna e per chi lo ascolta.
    Non mollarci mai, per favore, ce n’è bisogno di Romanazzi!

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  4. ho avuto l’immenso onore di suonare con te e posso solo dirti grazie per le emozioni che riesci a trasmettere….che i tuoi sogni possano realizzarsi donandoti le soddisfazioni che meriti !!!!

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  5. Ho il grande onore di essere un allievo di Ivan, ed ora ho anche quello di esserne diventato un amico. Non è solo un grande maestro, ma un infaticabile artista.

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  6. QUELLO CHE TI HANNO DETTO E TUTTO VERO IO TI CONOSCO ED E ‘ COSI
    —————————————————————————————————

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