Juan Lorenzo

Giovanni Lorenzo, in arte Juan Lorenzo, chitarrista flamenco, si è guadagnato un posto privilegiato nel panorama concertistico europeo. Di origini spagnole, compie gli studi musicali a Siviglia sotto la guida di Miguel Perez e Mario Escudero, e dove da subito si esibisce nei tablaos e nelle fiestas più importanti della città. In vent’ anni di attività, ha tenuto 2000 concerti, collaborando con alcune delle figure più prestigiose del flamenco internazionale, quali i chitarristi José Luis Postigo, Victor Monge “Serranito”, Manitas de Plata, Merengue de Corboba, Oscar Herrero, i cantaores José de la Tomasa, Carmen Sanchez, Feliz de Lola e Javier Hidalgo, i bailaores José Greco, Antonio Marquez, Joaquin Grilo, “El Junco”, Juan Ortega, Joaquin Ruiz, Miguel Angel Espino e Carmen Reina.

Frequenti, inoltre, le sue collaborazioni con artisti pop, tra cui Andrea Bocelli, Mario Reyes dei Gipsy Kings, Jethro Tull, Tony Esposito, Gianni Morandi, Al di Meola, Pino Daniele.

Nel 1996 fonda la propria compagnia “Flamenco Libre“, con cui si esibisce in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera, Ex Jugoslavia, Tunisia, continuando parallelamente l’attività come solista, in duo col chitarrista classico Flavio Sala e con orchestra in tutta Europa, Stati Uniti e Russia.

Nel 1997 partecipa alla registrazione del video “La Feria de Abril” in una delle più importanti istituzioni di arte flamenca, la “Fundacion Cristina Heeren” di Siviglia, da cui partirà il tour europeo. Nel 2008-2009 con il progetto per chitarra sola “Flamenco de concierto” si esibisce in alcune delle più prestigiose sale internazionali come: Tchaikovsky hall (Mosca), Palazzo Pitti (Firenze),Teatro Parioli (Roma), Blutenburger Konzerte (Monaco di Baviera), War Memorial and Performing Arts Center di San Francisco (California),Teatro Comunale Di Lugano (Svizzera), Teatro Politeama(Palermo) ecc….

Da sempre particolarmente attento alla didattica flamenca, ha pubblicato numerosi saggi su riviste di settore, libri e metodi sulla chitarra flamenca, oltre a diverse incisioni discografiche tra cd e dvd distribuite in Europa, Stati Uniti e Giappone. Innumerevoli sono i suoi corsi e masters in importanti centri musicali (Conservatorio Santa Cecilia di Roma, il “Cherubini” di Firenze, ecc…). Attualmente è docente presso il conservatorio di Terni.

Suona su chitarre Hermanos Conde (Spagna) e Camillo Perrella (Italia).

E’ appena uscito il doppio dvd tecnica e repertorio “Metodo di chitarra flamenca di Juan Lorenzo”.

 

 Tutto è iniziato…
Nel 1984 curiosamente a Londra… mi trovavo in giro per concerti con un bravo chitarrista flamenco John Philip Rodriguez…

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Lì ho preso la decisione che la chitarra flamenca sarebbe stata la mia professione.

Hai mai pensato di non farcela?
Musicalmente no, l’unico problema è stato farsi un nome… un giro… anche per le difficoltà organizzative e culturali che tutti sappiamo.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Tutti coloro che ricercano continuamente e sperimentano sia nel passato che nel futuro.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Se vuoi mantenere il livello occorre dedicare 5-6 ore, altrimenti tutto può essere perduto. Si diventa “schiavi” dello strumento…

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Abbastanza nella vita, musicalmente al 90 per cento.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Sicuramente non lavorerei con alcuni manager o produttori… e mi sarei, in alcune occasioni, fatto sfruttare di meno… Inoltre ho dedicato molte volte più tempo del dovuto a tournée che non ne valevano la pena.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Far capire che l’arte e in questo caso il flamenco non hanno nazionalità… la stupidità generale spesso mette in difficoltà i vari artisti non spagnoli…vi sono elementi bravissimi che non sono andalusi o gitani… Insomma per fare jazz o blues non devi essere per forza nero. Idem per il flamenco.

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Il lavoro che a volte non è costante o è mal gestito ed organizzato. L’ispirazione mi viene quando ascolto tutti coloro che sono bravi, e fanno le cose fatte bene.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
In genere senza la tecnica non ci può essere espressività, la chitarra flamenca richiede un alto livello per potersi esprimere al meglio.

Ti senti più artista o più insegnante?
Tutte e due le cose, inoltre didatticamente ho il vantaggio che insegno con la musica scritta… che è una cosa molto importante oggi

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Studiare il passato della chitarra flamenca per poter capire il presente e di conseguenza ispirarsi per il futuro.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Adesso tendo più a fare concerti all’estero, poichè in Italia ne ho fatti più di 1500.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Buono, ho molti amici in Spagna sia famosi che non, tra chitarristi ballerini e cantaor.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Un nuovo cd e un nuovo dvd. In quest’ultimo tratterò un repertorio concertistico di mie composizioni.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
L’esibizione in una delle più grandi sale al mondo, un tempio della musica… la “Tchaicwosky Hall di Mosca il 30 marzo 2008 in uno dei più grandi festival internazionali della chitarra.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Forse un festival internazionale della chitarra flamenca in Italia.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Paco Pena, Pepe Habichuela, Gerardo Nunez, quindi più di uno.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla.

Tradizione o modernità?
Tutto ciò che è bello e vero… Mi piace il flamenco da Ramon Montoya a Paco De Lucia, da Sabicas a Vicente Amigo.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, il Duende appartiene all’artista che raggiunge un particolare momento…

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona.
Il difetto che a volte mi isolo e non mi va di comunicare, il pregio è quello che spesso tendo ad aiutare i miei colleghi.

La prima letra che ti viene in mente…
Non ne ho una in mente in questo momento.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Al primo brano che dovrò interpretare.

Le emozioni che provi mentre suoni …a cosa pensi ?
In genere mi diverto e mi entusiasma il contatto con il pubblico.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di suonare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Mi può capitare di essere coinvolto in qualche situazione assurda… comunque tendo di solito a suonare veloce così finisce prima….

Chitarra solista o d’accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio? Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor?
Mi piace accompagnare il cante.

Chitarra solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante e/o al baile?
Se intendi come nome al cante Jose de la Tomasa y al baile mi trovo molto bene con “El Junco”.

Quanta parte d’improvvisazione c’è quando sali su di un palco?
Molta, non mi piace molto montare le cose dalla a alla z . Ossia è chiaro un minimo ci deve essere ma bisogna stare attenti a non perdere intuito e istinto che rendono vivo uno spettacolo.

Il palo che ti rappresenta o il palo che preferisci suonare.
Solea.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Classica blues e hard rock anni 70.

L’ultimo libro che hai letto ?
“Ho incontrato un angelo”

La tua giornata ideale?
Studiare la chitarra con massima libertà di orari e repertorio, e magari andare a fare passeggiate in bici.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
La mattina.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Studiare molto dal passato ad oggi il repertorio, e poi darsi da fare come manager di se stessi perchè purtroppo non esiste una realtà che ti aiuti in questo senso.

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Una persona. Deve essere ironica sensibile intelligente ed ottimista.

Il flamenco in una parola
Profondo

Ringraziamo Giovanni, per chi volesse saperne di più suggeriamo i seguenti link:

Videos:

Juan Lorenzo por Tientos Tangos

Juan Lorenzo por siguirya

Juan Lorenzo por Alegrias

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