La Perla de Cádiz

Cádiz siempre la recordara
porque ha tenido a la Perla
la más grande cantaora
de toda su provincia entera
con su arte gracia y compás
era para su Cádiz la reina

Antonia Gilabert Vargas, cantaora gitana meglio conosciuta nel mondo del cante flamenco come “La Perla de Cádiz“, nacque a  Cadice il 9 giugno del 1924, al numero 28 della Calle Botica. Cinque giorni più tardi i suoi genitori la battezzarono a Chiclana, in occasione della feria di San Antonio. Sembra che il suo soprannome derivi dal nomignolo che le dette un suo zio, che quando era bambina le si rivolgeva dicendole “Ay mi perlita“.
La sua fu una delle voci femminili più celebri del panorama del cante. Si distinse soprattutto por alegrías, bulerías, soleares, tientos, tangos e saetas. Era figlia di due grandi artisti, il tocaor Juan Gilabert e la cantaora Rosa Vargas Fernández (Rosa la Papera), dalla quale la figlia ereditò il suo talento. Era una casa, la sua, frequentata da grandi maestri.

I genitori della Perla si dedicarono al flamenco partecipando a riunioni familiari e feste private. Rosa la Papera godeva di una eccellente reputazione a Cadice, tant’è che la Niña de los Peines era restia ad esibirsi in questa città temendo il confronto con questa gitana. Da Rosa la Papera sua figlia ereditò tutta l’arte flamenca che dimostrò durante la sua carriera artistica, amata e ammirata da tutti gli aficionados per la grandezza del suo cante dal sapore marcatamente gaditano. É molto probabile che apprese proprio dalla madre la maggior parte de las Bulerías cortas che erano nel suo repertorio.

Il 30 luglio del 1948 si sposò con il cantaor e bailaor Francisco Torres Tejada, Curro la Gamba, nella chiesa de la Merced e da questo matrimonio nacquero Francisco e José. Curro, suo marito, non era contrario che la sua Perla si dedicasse alla carriera artistica (cosa rara nel mondo flamenco, specie di quell’epoca, in cui era ancora diffusa una mentalità maschilista) e la seguì fedelmente nel corso di tutta la sua vita, accompagnandola come palmero. Sarebbe d’altro canto stata un’enorme perdita se il suo cante fosse rimasto nell’anonimato.

Nel 1959 decise di partecipare al Concurso Nacional de Cantes de Córdoba e, di fronte ad una giuria di intenditori, ottenne il Primer Premio de Bulerías y Alegrías. Tra gli aficionados si fece un gran parlare del suo cante, del suo compás festero e della sua maestria, tant’è che fu subito richiesta in numerosi tablaos e festival.

Nel 1960 debuttò a Madrid nel tablao Zambra, con diversi prestigiosi artisti tra cui Manolo Vargas, Pericón, Rafael Romero e Juan Varea. In questo periodo la capitale era una vera e propria fucina di artisti flamenchi e proprio in questa città la Perla acquisì sempre più popolarità grazie all’esito delle sue esibizioni, dato che il suo cante era di rara qualità. Sull’onda di questo successo registra con la casa Columbia, insieme ad altri artisti, il suo primo disco: “Sevilla, cuna del arte flamenco”. Nello stesso anno si esibì nello spettacolo “Cantamos con el corazón”  insieme a Beni de Cádiz, Manuel Soto Sordera, Juanito Maravillas, Félix de Utrera… Insieme si esibirono in molte località della regione andalusa.

Nel ’62 partecipò al Primer Concurso-Festival de Arte Flamenco de Cante, Baile y Toque nel Teatro Villamarta de Jerez. Vinse il primo premio especial de Bulerías. Nello stesso festival viene consacrato il cantaor Fernando Terremoto de Jerez e il chitarrista Paco de Algeciras, oggi Paco de Lucía.
Registrò il suo secondo disco, “Saeta“, con la Hispavox. Successivamente si esibì nei tablaos sivigliani El Guajiro e Los Gallos dove cantò por bulerías, alegrías, romeras, tientos, fandangos, seguiriyas, soleas, romances... A Los Gallos una notte la andarono a vedere la Niña de los Peines e suo marito Pepe Pinto, i quali, al termine della sua esibizione, le dissero che il suo compas e il suo jipío (letteralmente “lamento”) erano unici, e che era una reina del cante. Alla fine di questo stesso anno registrò sempre con la Hispavox due dischi, “Cante Flamenco I y II“.

Ascoltiamola por tientos e soleà:

Nel 1963 tornò a Madrid chiamata da Manolo Caracol nel suo tablao Los Canasteros, che inaugurò con il cante de La Perla de Cádiz, Fernando Terremoto e María Vargas, con el baile di Trini España e Melchor de Marchena e Paco Cepero alle chitarre.

Nell’anno successivo il suo cante era così famoso a Madrid che venne contattata da Pastora Imperio e suo genero, Gitanillo de Triana, per lavorare nel suo tablao El Duende. Le sue prime esibizioni furono oggetto di articoli a tutta pagina della stampa madrilegna, entrando così a far parte dei quattro “ases de oro” del flamenco: Perla de Cádiz, Camarón de la Isla, Trini España e El Güito. In questo stesso anno registrò il disco “Mi niño torero“, con la casa Fontana. Nella prima decade degli anni ’60 era una artista acclamata nei festival più importanti dentro e fuori dell’Andalusia.

Dopo tre stagioni nei tablaos madrileños, interruppe le sue vacanze estive per esibirsi nel Cortijo de los Rosales (estate 1965), e don Antonio Martín de Mora le concesse la Rosa de Oro. Registrò un altro disco intitolato “La verdad del cante Flamenco” con Zafiro. A settembre di questo stesso anno condivise il cartellone con el Brujo del Carnaval, Paco Alba, il trio Los Jinetos, Porrina de Cádiz, Farina de Chiclana, Los Hombres del Mar, Guarino, Pablito de Cádiz, Niño de los rizos… in un evento chiamato Gran Parada Gaditana.

Nel 1966 tornò al tablao madrileño El Duende e registra due nuovi dischi con la casa Columbia, intitolati “Alegrías y penas de Córdoba” (dove canta accompagnata dal piano) e “Toros en el Puerto y en Jerez”.

Nel 1968 le assegnarono il Primer Premio del I Certamen de los Cantes de Cádiz. Il premio le fu consegnato dal grande cantaor Aurelio Selle in una serata presentata da Joaquín Prats e Aurelio de la Viesca. Alla fine di questo stesso anno inaugurò il suo negozio-tablao “La Perla de Cai”, in Valdelagrana (Puerto de Santa María), dove passò tutta la crema del flamenco: Caracol, Mairena, Terremoto, Juan Villar, Camarón, Rocío Jurado, Marife… Gli spettacoli che vi si tenevano erano acclamati dal pubblico tant’è che diventò un vero e proprio santuario del flamenco. Disgraziatamente però, in seguito ad un incidente, si dovette chiudere il locale nel 1972.

Proprio nel 1972 torna a Madrid, nel tablao Torre Bermeja, condividendo il cartellone con Camarón, José Mercé, Rancapino, Cepero e Habichuela. La magia del suo cante catalizzava tutta l’attenzione sulle sue esibizioni e in questo stesso anno registrò con la casa Belter i suoi ultimi due dischi: “Tronío Gitano” e “Tangos del dinero“.

Nel 1973 un triste avvenimento interruppe la sua fiorente carriera: affetta da un tumore al seno venne ricoverata nell’Ospedale di San Juan de Dios di Cádiz per essere operata.

Il 10 di gennaio del 1974 le dedicarono una grande serata nello scomparso Teatro Andalucía di Cádiz. Questo festival fu organizzato per iniziativa del flamencologo Félix Rodríguez, insieme a suo marito Curro e con la collaborazione della Peña Flamenca Enrique el Mellizo. Durante questo festival fu consegnata alla Perla la targa d’oro della peña per mano dello stesso presidente. La Paquera de Jerez, Fernanda de Utrera, Camarón, Terremoto, El Beni, Campuzano, Fosforito, Pansequito, Bernarda de Utrera, Chano Lobato, La Sallago, Paco Solano, Alfonso de Gaspar, La Inés, José Vargas el Mono, Felipe Campuzano, Orillo del Puerto, al cante; Pablo de Cádiz e Diego de Margara al baile; le chitarre di Manuel e Juan Morao, Parrilla de Jerez, Niño de los Rizos, Antonio Núñez, Joaquín del Puerto. Il gran cuadro flamenco de El Tablao, Juana la del Pipa, Guarino, la Chicharrona, Jineto, sua sorella Manuela la del Barrio, Cuadro de los Viejos de Televisón Española, con Manuel de Jesulito, Pepa Campos, El Berza de Jerez, Angustita del Puerto, Rafael Pablera, e tanti altri artisti che si unirono di loro propria iniziativa quando il cartellone era già stato definito, come Agujeta, Matilde Coral, Rafael el Negro… Tutti questi artisti parteciparono a questo evento che di sicuro nessuno dei presenti mai dimenticherà. Già una settimana prima tutti i biglietti erano stati venduti.

Nella primavera di questo stesso anno La Perla si esibì nel Parque de los Príncipes, a Sevilla, in un festival chiamato La Noche de las Cantaoras, insieme alla Paquera de Jerez, Fernanda y Bernarda e La Sallago e al baile Manuela Carrasco. Dopo lo spettacolo gli artisti si trasferirono al ristorante sivigliano Colón, dove queste grandi cantaoras continuarono ad esibirsi in una juerga che si prolungò fino alla mattina.

Una delle ultime esibizioni della Perla fu quella del 20 agosto del 1974 nella II Noche Flamenca de la peña Enrique El Mellizo, celebrata nel Teatro de Verano José María Pemán, dopo la quale tornò nel tablao madrileño Torre Bermeja. Nel mese di dicembre fece ritorno nella sua Cadice, per festeggiare il Natale. Il suo ultimo Natale. Quella notte era ispirata e cantò tutto quello che riuscì a cantare, e piangeva. Era come se stesse cercando un modo per andarsene.

Nel 1975, a maggio, assistì al battesimo della figlia del citato Félix Rodríguez, i cui padrini furono Fernanda de Utrera e Chano Lobato. Quella fu l’ultima volta in cui La Perla cantò, con Fernanda, Chano Lobato, Santiago Donday, María Núñez de Chiclana, El Capullo, Manuel Moneo e tanti altri. In passato, in tante occasioni, aveva detto che le avrebbe fatto tanto piacere avere una figlia per chiamarla Rosa come sua madre. E così, quando nacque la figlia di Félix Rodríguez, decisero di chiamarla con questo nome, in suo onore. Questo gesto la riempì di gioia e di emozione.

Il 7 di settembre dello stesso anno volle andare, accompagnata dalla sua famiglia, al festival La Berza Flamenca de Bornos per vedere Camarón, al quale era molto legata. Il Camaron stesso diceva di lei “Para mí ha sido algo muy grande”. A questo proposito ricordiamo la “Bulerias de la Perla” del grande cantaor che comincia con la letra “El cante por bulerias /Como lo decia la Perla / Nadie lo dira en la via“.
A questo concerto si sentì male e il giorno successivo, alle sette della mattina, la ricoverarono di nuovo. Dopo qualche giorno, nel pieno della sua carriera artistica, morì nella sua casa, al numero 10 della calle Santa Teresa. Era il 14 settembre, una domenica. Aveva 51 anni. La sua morte commosse tutto il mondo flamenco e al suo inatteso funerale parteciparono una moltitudine di amici, artisti e aficionados per darle l’ultimo saluto.

L’anno successivo gli fu conferito, in sua memoria, il Primer Homenaje en la IV Noche Flamenca de la peña Enrique El Mellizo, nel Teatro José María Pemán, attualmente in ristrutturazione. Una volta terminata la serata, si recitò una poesia scritta per lei dal celebre poeta gaditano José María Pemán, accompagnato dal piano di Felipe Campuzano, e si ascoltò il suo cante “Duérmete, Curro mío…”. L’intero teatro si commosse.

Nel 1979, per iniziativa dei suoi amici Mariqui de Jesulito e suo marito Manuel, venne fondata l’attuale peña La Perla de Cádiz, in calle Santo Domingo 22, nel suo Barrio de Santa María.

Nel 35° anniversario della sua morte a Cadice si celebrò la Perla attraverso un ciclo di spettacoli intitolato “La Perla en el Recuerdo”, nel centro municipal de arte flamenco de La Merced.

La Perla ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama del flamenco, il suo stile e la sua voce hanno saputo influenzare intere generazioni di cantaoras. Per salutarla proponiamo una buleria che le ha dedicato la grande Estrella Morente:

Fonti web:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...