Carlo Soi

Carlo Soi è nato a Malaga nel 1954. Si diploma in chitarra classica sotto la guida del maestro Angelo Ferraro; ha fatto parte dal 1992 al 1995 del gruppo chitarristico “Insieme Cameristico Italiano” diretto dal M° Angelo Ferraro, con il quale si è esibito in Italia e all’estero: Teatro Euclide (Roma), sala Riccitelli (Teramo), Teatro Petruzzelli (Bari); Grecia, Francia, Egitto, Portogallo.
Durante gli anni di formazione partecipa a vari corsi di perfezionamento in Italia e in Francia, esibendosi anche come solista, interpretando autori del repertorio chitarristico dell’800 (G. Regondi, M.Carcassi, M.giuliani, A.Nava , F.Sor…)
Successivamente si dedica allo studio della chitarra flamenca con Saverio Lodi poi per brevi periodi con il maestro Daniele Bonaviri, e in Spagna a Siviglia e Jerez, con i maestri Francisco Morales, Manuel Berraquero, Antonio Moreno. Nell’ottobre 2004 inizia la collaborazione con Manfredi Gelmetti realizzando i progetti musicali di spettacoli andati in scena in alcuni dei migliori spazi teatrali della capitale: Teatro dei Cocci, Ambra Jovinelli, Teatro dell’Orologio, Cometa Off, Teatro Olimpico, Palladium, Teatro Olimpico, Teatro Delle Muse.
Dal 2008 fa parte della compagnia Algeciras Flamenco guidata dal percussionista Paolo Monaldi e composta tra gli altri dal chitarrista Sergio Varcasia e dalla bailaora Francisca Berton Ocampo  partecipando agli spettacoli Algeciras, Deseo, Aquellas pequenas cosas e Gota de Plata, quest’ultimo andato in scena al Teatro Italia in Roma e al Teatro Ariston di Gaeta.
Nel marzo del 2012 per la regia di Manfredi Gelmetti e assieme ai musicisti della compagnia Algeciras Flamenco partecipa allo spettacolo Frida bailando a la vida con la bailaora Karen Lugo.

Tutto è iniziato…
Fui contattato da un chitarrista flamenco di Roma che voleva prendere lezioni di solfeggio. Così di lì a poco iniziai a prendere lezioni di flamenco da lui.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Non è la mia professione, la musica è la mia attività “parallela”.

Hai mai pensato di non farcela?
Non ho mai pensato di dovercela o potercela fare, ma solo di imparare.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Tutti quelli che mi possono insegnare qualcosa, a cominciare da quelli con cui suono abitualmente.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Cerco di suonare e studiare tutti i giorni, ma non sempre è possibile.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Ho incontrato il flamenco molto tardi, e le scelte importanti le avevo già fatte. In ogni caso da quando faccio flamenco la mia vita è sicuramente cambiata.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Comincerei molto prima e andrei a studiare in Spagna.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Venendo da anni di chitarra classica la difficoltà più grande è stata quella di cambiare l’approccio mentale allo strumento.

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Ho le inquietudini che possono avere tutti, l’ispirazione riguarda chi compone musica e io lo faccio raramente, cerco di trovare la spinta emotiva giusta per suonare con serenità.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Si possono scrivere belle poesie con dieci parole, ma bisogna possedere un vocabolario molto vasto in cui poterle scegliere.

Ti senti più artista o più insegnante?
Artista no di certo. Mi piace, quando mi capita, insegnare.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che la musica è un mezzo per scoprire le proprie emozioni e le emozioni vanno trattate bene, avere tenacia e disciplina nello studio.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Non penso di avere un pubblico da conquistare, cerco di avere la giusta onestà intellettuale e salire sul palco suonando il meglio possibile.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ottimo con quelli con cui suono, Paolo Monaldi, Francisca Berton, Sergio Varcasia, Francesca Agostini… persone con le quali sono cresciuto come musicista e con cui condivido passione ed emozioni, lavorando assieme da quattro anni. Ottimo con Manfredi Gelmetti che mi ha dato e continua a darmi bellissime opportunità artistiche. Con gli altri ho un rapporto di rispetto.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Continuare a suonare con le persone nominate prima.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Tutte le volte che salgo sul palco a suonare, è già un privilegio e quindi un’ emozione. Poi, tutte le volte che si debutta con un nuovo spettacolo. In questo senso “Algeciras”, “Gota de Plata”, e “Frida bailando a la vida” occupano un posto speciale.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Accompagnare el cante, ma già ora ho ottenuto molto di più di quello che mi aspettavo.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Vicente Amigo

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla

Tradizione o modernità?
Tutto si evolve, ma sottovalutare il passato è da presuntuosi.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Non mi è mai piaciuta granchè questa storia del Duende, Il Flamenco è un’arte e come tale è a disposizione di tutti e tutti ci si possono, col dovuto rispetto, confrontare e magari trovare prima o poi il proprio momento magico.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona?
Sono permaloso, cerco di compensare con la tolleranza.

La prima letra che ti viene in mente…
Por Dios que no me llore no…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
…dipende, a volte scarico l’emozione facendo battute, altre, mi concentro sull’inizio dello spettacolo.

Le emozioni che provi mentre suoni…a cosa pensi?
Cerco di entrare in sintonia con il resto del gruppo e di divertirmi.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di suonare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi?
Capita, in questi casi ti aiutano l’esperienza e il mestiere.

Il palos che ti rappresenta di più.
Soleá.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Rock, classica, musica popolare in genere.

L’ultimo libro che hai letto ?
Viso negato di Latifa.

La tua giornata ideale?
Da solo e senza impegni. Poi la sera a cena con gli amici.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
La sera.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione.
Andare in Spagna a studiare e rimanerci il più a lungo possibile.

Il tuo segreto inconfessabile …
Se è inconfessabile …..è inconfessabile.

La tua compagna ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori.

Il flamenco in una parola
Energia.

Grazie a Carlo! Per chi volesse approfondire:

Videos:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...