Marrurro

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El Marrurro dal verbo Amarrurrar…

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Varie versioni per un’unica persona. El Marrurro dal verbo Amarrurrar che significa “quejarse de veras“: lamentarsi davvero!  Era un cantaor del XIX secolo nato,  considerato uno dei più significativi siguiriyeros della sua epoca e rese celebre la seguente letra:

Si acaso me muero
pago con la vía
y no sabía ningún cirujano
del mal que moría

Conobbe Chacón che registrò questo stile nel 1913 accompagnato alla chitarra da Ramón Montoya con la letra:

ay si yo supiera la lengua
que de mi murmura
yo la cortara por el medio
la dejara muda.

Ricardo Molina e Antonio Mairena l’hanno descritta così:”Mestuosa tragicità, traboccante dolore con note particolari.  Il dolore si trasmette per mezzo di due gemiti marcati in ogni verso. Questi gemiti altro non sono che Ayes potenziati, o a volte repressi, che fanno a botte per  germogliare continuando la melodia dei versi. Non sono senza dubbio, note che gemono, ma gemiti che cantano… come se sorgessero irrefrenabili nel corso del cante, sfumandosi e formando un tutt’uno inseparabile”.  Questa Siguiriya è imparentata con quella di Paco la Luz e Joaquin la Cherna, con le quali condivide la discendenza da quella del Viejo de la Isla. Di questo parleremo poi in DepaloenPalo quando tratteremo questo bellissimo palos.

Pare che gli stili da lui creati fossero più di uno, uno delle quali reso celebre da Manuel Torre, sul quale pare abbia influito come maestro. Si è esibito nei Cafés cantantes del suo periodo, ma prevalentemente in situazioni intime, de fiestas o reuniones. Gli è anche stata attribuita la creazione di una Malagueña simile a quella di Enrique El Mellizo, solenne e musicalmente originale, che in qualche modo si distacca dalla tradizione del palo avendo toni più simili alla Granaína. Si parla poi della conversione dei Tangos in Tientos, che furono resi popolari da El Majareta, si scrive, ma è che più logico e documentato si trattasse di un gaditano e qui torniamo a Enrique El Mellizo.

Ma chi era quest’uomo? Esistono più nomi dietro a questo soprannome. Esiste un Diego El Marrurro nato e morto a Jerez de la Frontera rispettivamente nel 1850 e 1920, come afferma Aurelio Selles. Ma esiste un altro cantaor conosciuto come El Marrurro, il suo nome vero sarebbe stato Antonio Monje, anche lui jerezano e che nel 1880 si esibisce presso il teatro Eguilaz di Jerez,  insieme al Loco Mateo. Dopo il ritrovamento della notizia che riporta questa esibizione,  Luis e Ramón Solér hanno sostenuto che il cognome di Diego fosse Monje e che fosse il fratello di Antonio Monge che appare nell’articolo jerezano. Romualdo Molina scrive: “Nel Diccionario Enciclopedico Ilustrado del Flamenco curato da Blas Vega e Rioz Ruiz  viene riportato che esistettero due Antonio Monge, sembra che uno usasse il soprannome di Moneo ed era un ballerino e che l’altro Marrurro fosse un siguiriyero. Conclude dicendo che nello stesso momento vi furono a  Jerez, due Marrurros siguiriyeros e che non fu Diego Lopez ad esibirsi al Teatro Eguilaz nel 1880 a Jerez. Poteva anche essere che Antonio Monge usasse due soprannomi, uno come ballerino e uno come cantaor. Ultima possibilità che Antonio Monge fosse il siguiriyero e che Antonio Moneo fosse ballerino. Esiste poi tutt’oggi una famiglia jerezana de Los Moneo che apre una possibile parentela… e allora complichiamoci la vita: a Jerez esistette anche Joaquin Marrurro, ma era un venditore ambulante, e una marea di altri perciò risulta impossibile capire. Rafael Pareja cita Marrurro parlando del suo assassinio a Plaza de Toros ad Algeciras. Aurelio de Cádiz assicurò d’aver conosciuto il Marrurro: “Grande cantaor por siguiriya e Soleares. Era jerezano e probabilmente gitano. Lo uccisero per aver segnalato alla polizia un gitano che aveva rubato un portafoglio”. E quando Climent gli disse che forse si trattava di un fratello di Diego, Aurelio rispose trattarsi di lui e non del fratello. Lo stesso Anselmo Gonzales Climent raccolse al Campo de Gibraltar una letra che diceva:

Al Marrurro lo mataron
en la Plaza de Algeciras
qué penita y qué dolor!
y que punala más grande
le dieron al corazón.

Pare invece che ad essere assassinato in quella piazza fosse stato Joaquin Monge, venditore ambulante e la coltellata fosse al  fegato, secondo alcuni,  o alla spalla, secondo altri, e non al cuore. Questo Joaquin era figlio di Antonio Monge Loreto nato a Jerez nel 1881 e sposato nel 1877 che a questo punto crediamo fosse il famoso Marrurro, che cantava Siguiriya nel 1880 a 29 anni di età al Teatro già citato ad Jerez. 

Rosa López Caballero, in arte Rosa Durán, è nata in Calle Álamos, nel barrio San Miguel, a Jerez de la Frontera, Cádiz, il 23 Giugno del 1916. Bailaora di sangue misto, paya e gitana, figlia di Francisco López Jiménez, conosciuto come Paco el Colorao, sosteneva che lei fosse nipote di Diego el Marrurro. Ma è certo che nella famiglia di Rosa no esisteva nessun Diego. Demofilo riporta Antonio El Marrurro, ma sostiene che il grande siguiriyero fosse Diego.  Lefranc asserisce che la prima letra di Siguiriya riportata fosse di Antonio e non di Diego, sostenendo che si trattasse della la Siguiriya “más patética del repertorio de Jerez”.

Insomma un manicomio di informazioni per un cantaor che ha fatto la storia del flamenco. Qualsiasi libro leggiate sul flamenco, lo nomina senza poter aggiungere niente al mito di cui pare essere circondato, e che ci pare sia a tutt’oggi un grande mistero. 

  • Writer: Katia Di Leo
  • Editor: Katia Di Leo, Claudia Badalini

Fonti web e Bibliografia: 

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